Prima Pagina | Politica società diritti | Qualcuno si ricorda ancora di Alfonso Papa?

Qualcuno si ricorda ancora di Alfonso Papa?

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Alfonso Papa manifesta insieme ai radicali... Chissà se un tempo lo avrebbe mai immaginato... Alfonso Papa manifesta insieme ai radicali... Chissà se un tempo lo avrebbe mai immaginato...

Fiumi di inchiostro per coprirlo di fango. 4 righe in ottava pagina per ricordare che il reato è stato derubricato dal PM. Il 20 luglio in una violentissima seduta della camera fu votata la carcerazione preventiva. Otto mesi dopo, anche il PM fa marcia inidetro…E i suoi compagni di partito? La caciara urlante che inneggiò al trionfo della giustizia? I suoi ex alleati che si vendicarono spedendolo in galera?

"Il problema è che, quella della carcerazione preventiva, è ormai una prassi sistematica e quotidiana", (per far parlare la persone e cercare riscontri laddove non ce n’è) osserva Annalisa Chirico, esponente radicale, tra i primi a seguire da vicino la vicenda. Che contesta la gravità e l'urgenza dell'ordinanza che ha portato all'arresto: "La P4 adesso non esiste più, anzi non è mai esistita, è stata un'invenzione se è vero che contro Papa adesso, si è passati dalla contestazione del reato di associazione a delinquere, all’accusa di aver ricevuto regalie ed omaggi nell'ordine di 15mila euro, pari a due mensilità da parlamentare (giusto per non fare proprio una figuraccia completa).

 È l'emblema del caso-Italia, dove si abusa di un'azione che dovrebbe essere destinata a casi specifici e particolari".

Un'invenzione, quella della P4, certificata anche dalla Corte di Cassazione, che il 7 novembre aveva dichiarato inammissibile la certificazione dell'associazione a delinquere. Nessuna cricca, nessuna loggia, dunque. Al massimo, ma sarà il tribunale ad appurarlo, un abuso del proprio ruolo e della propria funzione in cambio di piccole regalie.

"Quello di Papa è un problema che riguarda il 42% della popolazione carceraria, dietro le sbarre in attesa di giudizio" osserva Chirico, "un prodotto sia di una deformazione culturale nell'approccio alla giustizia, che prevede manette facili, sia dal dato strutturale della lunghezza dei processi".

Argomenti che non sono stati sufficienti ai deputati, il venti luglio scorso, per respingere la richiesta di arresto di un collega dipinto come una pericolosa minaccia per l'architettura dello stato, attentatore del sistema democratico. E che ora è rimasto, (quasi) solo, a doversi difendere dall'accusa, se accertata, che probabilmente prevederebbe meno giorni di carcere di quelli che Papa ha già scontato. 

A Radio Radicale ha dichiarato: "Dopo quello che ho vissuto a Poggioreale penso che passerò tutto il resto della mia vita da deputato e uomo politico alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui problemi della giustizia e delle carceri e in questo senso penso che sarò spesso, se non sempre, a fianco di Marco Pannella di cui condivido questa battaglia per l'amnistia, anche perché in Italia il vero "colpo di spugna" sui reati è la prescrizione".


 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0