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IL PANE FRESCO

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IL PANE FRESCO

Un Viale intorno alle Mura di Arezzo

 

Si torna a parlare di apertura a Nord della città di Arezzo, ma non si parla delle vecchie ferite inflitte alla cultura storica della città da amministrazioni che avevano una visione prospettica molto limitata dello sviluppo economico. Quella stessa mentalità che lasciando a se stessa l'industria orafa ha portato al declino l'economia locale differentemente da Vicenza e Valenza, che pur nella difficoltà mantengono ancora quote ampie di mercato dell'oreficeria.

La ferita più grande è quella lì, in fondo a Via Petrarca, a fianco della Bastanzetti. Un pezzo di cinta muraria abbattuto di notte negli anni '60 con una bomba, forse perché la Sovrintendenza non dava la propria autorizzazione. Incapaci di girare con le auto intorno alle mura, per chissà quali interessi si è usato uno strappo alla cultura storica che non è certo sanabile oggi con le riparazioni attigue all'antica fonderia che aveva al suo interno ancora tutti gli stampi dei lampioni in ghisa di Firenze. Comprò tutto per quattro soldi l'avv. Gudini che non ha avuto grande storia in città per essersi opposto agli espropri di fame che all'epoca erano di moda come forma nascosta di riappropriazione popolare anche se non ce n'era bisogno. E così allo stesso modo, in molti tratti della città, si sono abbassate le Mura quasi a livello stradale per dare sfogo di luce a palazzi costruiti negli anni '60 che altrimenti sarebbero rimasti soffocati per loro stessa decisione.

Il sindaco Fanfani ha perso la propria occasione di ricucire lo strappo dell'amministrazione con la cultura storica della città ed ha privilegiato la rimozione degli antichi selciati stradali per sostituirli con pietre nuove o finte o più facili da montare. Ma di certo pensare a rampe di accesso ai nuovi marciapiedi inclinate a 45° e larghe una trentina di centimetri, come è stato fatto in Piazza Guido Monaco ed in Via Crispi, significa mettere a 90° il buon senso civico. Chiamare poi "boulevard" un pezzo di strada di 200 metri con tre o quattro alberelli, condannati ad essere rimossi appena un po' più grandi, dà il senso ottuso della provincia e della comunicazione giornalistica di regime. E pensare che provincia è bello, che la provincia è mito, ma ogni mito è costruito dalla visione. Della serie che ce l'hai o non ce l'hai.

L'apertura a Nord è cosa vecchia. Un'operazione edilizia, non strategica, è già stata studiata molti anni fa, perché gli urbanisti del tempo sostenevano che nella sua storia la città non ha mai avuto interesse sulla strada che per Via Buonconte da Montefeltro conduce dritta al passo della Libbia che con i suoi modestissimi 550 metri di altezza rappresenta un vallo, ben più grande di un valico appenninico, con tutta la valle del Tevere. Inflessioni linguistiche umbre da quella parte e inflessioni chianine da questa parte segnano un confine più grande delle distanze.

 Ma le Mura della città a Nord sono ancora spettacolari proprio perché la città non ha mai avuto interesse ad espandersi da quella parte e probabilmente una vasta area residenziale di qualità potrebbe essere un valore aggiunto alla città. Piero della Francesca la descrisse su altro fronte, molto bello indubbiamente e l'investimento della pubblica amministrazione sarebbe sicuramente valso di più nella valorizzazione degli accessi prospettici della città piuttosto che nella manutenzione dei marciapiedi del centro. Anche qui c'è da dire. Come si fa a incastrare dei posti auto ogni 20 metri all'interno dei marciapiedi o lasciare in bellavista i cassonetti dell'immondizia?

 Non fa piacere vedere ancora sulle Mura di Via Dovizi campeggiare lastre di amianto a copertura di cosa non si sa bene visto che sembrano tetti di alta montagna. Ma in che mondo vive sig. Sindaco?

Finito l'evento di Piero della Francesca e la brutta figura con la vicenda degli archivi del Vasari la città ha bisogno prima di tutto di valorizzare le sue Mura e gli accessi prospettici per restare nel circuito del turismo e dare fiato in più al centro storico. Le Mura hanno bisogno di sfogo per se stesse e non possono essere circondate da strade ad alto scorrimento. Intorno alle Mura può essere realizzato il più bel viale della città senza togliere nulla agli accessi. Chiudendo quegli orrendi parcheggi intorno all'Arena Eden, di fronte all'Aci, sotto la Bastanzetti, a fianco di Porta S.Lorentino, di Porta Trento e Trieste e di Porta S.Spirito e trasferendo il capolinea dei mezzi pubblici sotto le Mura della stazione ferroviaria, con poco si risolve tutto e subito. Non è più tempo di buttare il denaro delle tasse. I soldi vanno spesi meglio e la circolazione veloce sotto le Mura va spostata.

Ma è tanto difficile trovare una maggioranza nel consiglio comunale che a dicembre non approvi il bilancio e si vada a nuove elezioni l'anno prossimo? Eppure sarebbe un vantaggio anche per il PD, perché un sindaco sfiduciato non sarebbe neppure candidabile al parlamento. Due fave con un piccione.

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