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No all'eolico !

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No all'eolico !

 

Lo sviluppo della tecnologia necessaria per produrre energia eolica rischia di avere un impatto eccessivo sul paesaggio. Partendo da questa considerazione, nella seduta del 21 febbraio, la Giunta provinciale di Bolzano ha deciso di dichiarare l'Alto Adige libero dall'energia eolica.

Il fabbisogno energetico dell’Alto Adige, potrà essere invece soddisfatto da due fatiscenti reattori nucleari slovacchi di tipo sovietico, modello VVER-440/213, che risalgono ai primi anni Settanta recentemente acquistati da Enel e posizionati fuori dai nostri confini nazionali. Il problema è che non potranno essere migliorati i livelli di sicurezza, livelli che non soddisfano nemmeno i requisiti minimali richiesti dall'Europa.

Però abbiamo salvato il paesaggio che è bene culturale e ambientale impareggiabile. E soprattutto abbiamo salvato quell'uccello che ogni 5 anni (media mondiale) sbatte contro ciascuna pala eolica. 

Questo breve resoconto di cronaca, per introdurre una serie di articoli sui metodi adottati dalla Regione Toscana per valutare l'impiatto ambientale dei parchi eolici, sulla resa energetica dei pannelli solari anche in relazione alla energia necessaria a produrli, sui costi della bolletta energetica dopo gli incentivi per la loro istallazione, ed in generale sul futuro ambientale che lasceremo ai nostri figli.

Parleremo del clima di incertezza normativa che affligge da molti anni l'Italia e che rappresenta senza dubbio il fattore che maggiormente ha influito sul crollo degli investimenti nel nostro paese, per cui i molti produttori italiani hanno optato per andare a far girare le pale oltre confine: Spagna, Romania, Grecia, ma anche Nord America e America Latina. (+ 22% investimenti all'estero -15% in Italia) e come mai il 71% degli investimenti in nuovi impianti da parte di aziende italiane che operano in questo campo sia stato effettuato all’estero. 

E perchè, nonostante non venga assolutamente messo in dubbio il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano d’Azione Nazionale che è seguito agli accordi di Kyoto (12.680 MW di potenza installata su territorio italiano al 2020), le proiezioni riferite all’anno in corso purtroppo segnalano un ulteriore deciso calo degli investimenti nel settore con conseguente accentuazione della crisi che attualmente sta già vivendo l’industria dell’eolico 

In ultimo affronteremo anche gli pseudo rapporti ambentalisti sul problema dell'eolico anche e soprattutto in relazione al loro finanziamento da parte delle multinazionali del petrolio. 

Auguri al mondo.  

 

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