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CONFCOMMERCIO, AD AREZZO UNA DONNA PRESIDENTE

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CONFCOMMERCIO, AD AREZZO  UNA DONNA PRESIDENTE

Passaggio di consegne ieri (lunedì 30 gennaio) presso la sede di via XXV Aprile

 

 

Anna Lapini, titolare di un negozio di design e oggettistica per la casa, succede Benito Butali alla guida provinciale dell’associazione di categoria. Con lei il vicepresidente vicario Fabrizio Baquè e i vicepresidenti Adelmo Baracchi, Roberto Duranti, Paolo Mantovani, Carlo Giannetti ed un “parlamentino” di circa sessanta imprenditori rappresentativi delle diverse anime del terziario in provincia. Tra le new entries in giunta, Francesco Butali, a rappresentare la continuità nella famiglia del più grande gruppo imprenditoriale del commercio aretino; il presidente dell’ente camerale Giovanni Tricca, Carlo Giannetti, titolare insieme al fratello Claudio della Cadla e il presidente della Camera nazionale dei Buyer della Moda Giuseppe Angiolini, con una delega alla comunicazione e immagine

 

Da ieri sera (lunedì 30 gennaio 2012), Anna Lapini è ufficialmente la nuova presidente della Confcommercio della provincia di Arezzo.

La sua nomina, anticipata già da qualche tempo dal consiglio dei saggi, è stata approvata per acclamazione e ratificata nel corso della prima assemblea del rinnovato consiglio direttivo dell’organizzazione di categoria, del quale fanno parte circa sessanta imprenditori rappresentativi delle diverse aree della provincia e delle diverse anime del terziario: dal commercio tradizionale alla distribuzione organizzata, dal turismo ai servizi e alle professioni.

Un “parlamentino” che nei prossimi quattro anni, sotto la guida della presidente Anna Lapini, darà voce agli oltre 8500 imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi che aderiscono alla Confcommercio aretina.

La neo presidente Lapini, classe 1955, titolare di un negozio di design e oggettistica per la casa nel centro storico di Arezzo, è la terza donna in Italia a ricoprire un incarico del genere nel sistema Confcommercio. Di lunga data il suo impegno sindacale all’interno della categoria, in favore del terziario e, in particolare, delle donne imprenditrici. Tra i suoi ultimi incarichi in ordine di tempo, la vicepresidenza nazionale e la presidenza provinciale per due mandati consecutivi del gruppo Terziario Donna Confcommercio, che sotto la sua guida ha aperto ad Arezzo il primo asilo nido aziendale di un’impresa privata. Durante la presidenza Butali è stata suo vice provinciale. È poi in carica come presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile istituito presso la Camera di Commercio aretina.

Anna Lapini sarà affiancata nel suo nuovo ruolo dal vicepresidente vicario Fabrizio Baquè e da quattro vicepresidenti provinciali: Adelmo Baracchi, Roberto Duranti, Paolo Mantovani e Carlo Giannetti. Con loro, una giunta esecutiva che comprende altri volti noti dell’economia aretina: Alberto Bidini, Rolando Bidini, Luciano Biondini, Valentino Caldiero, Elisa Cencini, Luca Donzelli, Carla Landi, Gianfranco Lombezzi, Lorenzo Parigi, Simona Petrozzi, Alberto Rossi, Pierluigi Sacchetti, Franco Scortecci, Roberto Torzini e Francesco Veraldi. Tra le new entries del mandato Lapini anche quattro nomi eccellenti: oltre al vice Carlo Giannetti, titolare con il fratello Claudio della Cadla (gruppo Despar per l’Italia centrale), ci sono il figlio del past president Francesco Butali, a rappresentare la continuità nella famiglia del più grande gruppo imprenditoriale del commercio aretino; il presidente dell’ente camerale Giovanni Tricca e il presidente della Camera nazionale dei Buyer della Moda Giuseppe Angiolini, che Anna Lapini ha voluto fortemente ritagliando una delega su misura per lui, quella per l’area comunicazione e immagine dell’organizzazione di categoria.

Il passaggio di testimone fra il grande vecchio dell’economia aretina Benito Butali e la nuova leader Anna Lapini è avvenuto in un clima di grande serenità e calore, ma anche qualche momento di commozione. Accanto a loro sul palco il presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca, il direttore della Confcommercio Franco Marinoni e i suoi vice Sergio Agnelli e Catiuscia Fei. In platea, molti operatori associati da tutta la provincia. E a presentare la candidatura di Anna Lapini è stato proprio il presidente uscente Benito Butali, che ha usato parole di grande apprezzamento nei suoi confronti: “state tranquilli, Anna Lapini farà bene il suo compito per almeno tre buoni motivi: è brava e intelligente, conosce i problemi della categoria perché sono anni che se ne occupa da un punto di vista sindacale e li vive in prima persona dal punto di vista aziendale, ma soprattutto perché è benvoluta ed ha al suo fianco tutta la nostra squadra, i colleghi, la nostra straordinaria struttura operativa e il direttore Franco Marinoni, col quale costituisce un sodalizio forte”.

Simbolico poi il fatto che l’Ascom abbia scelto come suo nuovo massimo rappresentante una donna imprenditrice attiva sì nel settore del commercio tradizionale, ma da sempre attenta ai temi dell’innovazione e della creatività, quasi a rappresentare una svolta verso il cambiamento in tempi di crisi: da una parte la volontà di gettare uno sguardo nuovo sull’economia valorizzando le peculiarità di genere, dall’altra quella di salvaguardare la grande tradizione del terziario italiano, dove “piccolo” è sinonimo di qualità e non un limite organizzativo.

Anna Lapini, volto sorridente, capelli grigi portati con eleganza e fierezza, ha voluto ringraziare quanti l’hanno preceduta, dal “presidentissimo” Benito Butali (“lo ringrazio per la sua arguzia, la sua semplicità e la fiducia che mi concede”) ai “veterani” Franco Scortecci e Piero Comanducci (“li ringrazio sentitamente per aver accettato di far parte della mia squadra, per guardare al futuro senza dimenticare le positività del passato”); infine, gli amici imprenditori del consiglio, lo staff Confcommercio e in particolare il direttore Franco Marinoni, “perché questa macchina senza di lui non avrebbe raggiunto i risultati record che ha ottenuto. Sono sicura che con la sua regia riusciremo non solo a superare questo delicato periodo per il nostro sistema economico, ma continueremo a crescere e se possibile a migliorarci come Associazione”.

Facendo poi cenno al periodo difficile che l’economia sta attraversando, la neopresidente nel suo discorso di insediamento ha sottolineato: “sappiamo che per uscire da questo tempo occorre che ognuno faccia la sua parte: dalla politica alle imprese e l’intero mondo del lavoro. E la Confcommercio in questa partita deve continuare a giocare un ruolo da protagonista, deve essere l'interprete delle necessità e delle problematiche del terziario, deve puntare sulle forze positive, evitando conflitti e primati. Deve proporre e fare, stimolando l’innovazione e il progresso, mantenendo appieno il ruolo di sindacato d'impresa con la consapevolezza del grande ruolo che ha nel territorio, senza aver paura di guardare al futuro con ottimismo, costruendo con forza e decisione un nuovo cammino”.

 LIBERALIZZAZIONI, CONFCOMMERCIO DICE LA SUA

A margine della parte formale della seduta del consiglio direttivo della Confcommercio, che ha eletto Anna Lapini nuova presidente e nominato i nuovi organi, il parlamentino dell’Ascom si è soffermato con particolare attenzione sul tema di maggiore attualità in questo momento della categoria, la liberalizzazione che il governo Monti sta portando avanti. “Con una determinazione degna di migliore causa”, come ha chiosato la neopresidente.

“Una deregulation necessaria, che non ci spaventa, ma non ci piace per come è stata presentata” ha detto Anna Lapini, “ha evitato i grandi interessi, i monopoli e gli oligopoli che invece dobbiamo abbattere. Il commercio, la propria crescita e la propria modernizzazione se li sa costruire da solo e noi stiamo lavorando per questo”.

Analoghe considerazioni ha espresso in proposito il direttore Franco Marinoni: “è chiaro che, in linea di principio, tra la libertà di autodeterminarsi nelle scelte aziendali e l’obbligo invece di fare o non fare qualcosa, sia preferibile la prima soluzione. Per questo, noi viviamo la liberalizzazione con grande serenità, considerato anche che in alcune realtà, vedi per lo più i centri storici dei nostri Comuni, questa cambia poco o niente. Resta il fatto che il commercio ha bisogno di poche ma chiare e precise regole, in assenza delle quali non c’è libertà ma caos. È vero che oggi i negozi devono stare aperti, pena il fallimento, quando lo chiede il mercato ed il consumatore. Ma una regola condivisa è indispensabile perché aprire tutte le domeniche non sarà possibile, né a noi ma neanche alla grande distribuzione, se non altro per problemi di costi. E allora è indispensabile una regola chiara che tolga il consumatore dall’incertezza di questi giorni di non sapere con chiarezza se e quando i negozi sono aperti. La categoria farà il possibile, anche in termini di aperture domenicali, ma è chiaro che questo avverrà solo quando è utile per la valorizzazione del nostro territorio e della migliore accoglienza, perché stare aperti nei festivi non fa piacere a nessuno, né ai titolari né ai dipendenti. Anche perché il sistema degli esercizi commerciali a conduzione familiare è un patrimonio da salvaguardare, fonte di ricchezza e vitalità per i nostri centri urbani. Che merita protezione e valorizzazione”.

I NUMERI DELL’ASCOM DI AREZZO

- Oltre 8500 imprese associate nei settori del commercio, del turismo e dei servizi

- Circa 85 dipendenti espressi dal Gruppo (Associazione, Ascom servizi, Consorzio Fidi e struttura formativa) e circa 7 milioni di fatturato

- 12 delegazioni territoriali in tutta la provincia per una struttura all’avanguardia in campo nazionale (da anni prima Ascom in Italia come tasso di crescita)  

- Esprime 7 degli 8 rappresentanti del terziario nel Consiglio Direttivo della Camera di Commercio e, con Giovanni Tricca, la presidenza dell’ente camerale.

- 380 milioni di euro di affidamenti erogati dal proprio Consorzio Fidi

- 14860 ore di formazione erogate a 4981 discenti formati nel solo 2011

- 94 pratiche di cassa integrazione straordinaria in deroga e 50 pratiche di conciliazione effettuate nel solo 2011

 

 

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