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BLIZ DELLA GUARDIA DI FINANZA AREZZO: AUTO SEQUESTRATE A TASSISTI ABUSIVI

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BLIZ DELLA GUARDIA DI FINANZA AREZZO: AUTO SEQUESTRATE A TASSISTI ABUSIVI

 

In questo periodo caratterizzato da una congiuntura economica sfavorevole, nuova interessante operazione dei finanzieri del Valdarno a salvaguardia della concorrenza leale tra gli operatori economici. Questa volta, a finire nel mirino delle Fiamme Gialle, sono stati i taxi abusivi che, partendo dalle più importanti città di tutta Italia, trasportano i loro clienti nei vari Outlet presenti nel Valdarno aretino e non solo.

A finire nei guai sono stati P.J. (cittadino coreano 38 anni) e L.Y (cittadino cinese di 31 anni), entrambi residenti da diversi anni in Italia, i quali, con le loro grandi monovolume (una Chrysler ed una VW Touran), si “mettevano a disposizione” dei turisti stranieri presenti nelle grandi città, accompagnandoli per lo shopping nei vari Outlet presenti nella zona, a prezzi stracciati se messi a confronto con quelli dei taxi ufficiali e, ovviamente, senza alcuna licenza. Questo comportamento, oltre a costituire un palese illecito alle vigenti normative, generava, ragionevolmente, il malcontento degli onesti operatori del settore che, in tal modo, subivano una dannosissima concorrenza sleale.

I tassisti abusivi individuati, non versando un euro di tasse ed essendo completamente sconosciuti al fisco, potevano permettersi di praticare tariffe assolutamente competitive (un esempio su tutti: 80 euro per il trasporto da Firenze all’Outlet di Prada a Montevarchi, a volte facendo anche tappa al “The Mall” di Incisa Val D’Arno).

Questa volta, però, le loro abitudini gli sono costate care: i finanzieri hanno contestato, a ciascuno di essi, una sanzione che va da € 1.671,00 a € 6.684,00 ed hanno proceduto, oltre che al sequestro dei veicoli per i quali è prevista la successiva confisca, anche alla sospensione delle rispettive patenti di guida da quattro a dodici mesi.

Sono in corso gli approfondimenti fiscali per ricostruire i redditi, totalmente al nero, che i due tassisti ricavavano dalla loro attività.

Questa tipologia di interventi, condotti dai militari della Guardia di Finanza nell’esercizio dei propri poteri di polizia economico-finanziaria, oltre a reprimere  fenomeni di concorrenza sleale che producono distorsioni nei mercati, sono altresì volti a tutelare e garantire l’incolumità di quei turisti che corrono dei seri rischi, affidandosi inconsapevolmente a falsi tassisti che non offrono nessun tipo di garanzia, talvolta addirittura sprovvisti, oltre che della regolare licenza, anche di patente di guida e copertura assicurativa in corso di validità.

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