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Coinvolgere tutti quando si parla di cultura

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Coinvolgere tutti quando si parla di cultura

Arci Arezzo: “Sia il sindaco a organizzare gli stati generali della cultura e si candidi a raccogliere le idee più originali”


Arci Arezzo è ben lieta di vedere il Sindaco, Giuseppe Fanfani, impegnato in prima persona per le politiche culturali della nostra città, diventandone punto di riferimento e futuro coordinatore degli eventi culturali. Ed è altrettanto ben lieta che la Fondazione Arezzo Wave Italia e non solo lei, si sia già data disponibile per progettare insieme gli eventi futuri. Ma a fronte di migliaia di aderenti ai suoi 120 circoli culturali, l’Arci non può neanche esimersi dal far presente che un sistema culturale, in particolare quello aretino, non può neanche essere catalizzato da una ristrettissima cerchia di professionisti e amministratori del territorio.  Proprio perché sarebbe l’ennesimo autogol per l’intera città di Arezzo.

Questo gran dibattito sulla cultura venutosi a creare negli ultimi giorni, da una parte, concede una grande speranza. Dall’altro lato, viste le poche voci che lo stanno animando, intimorisce. Intimorisce chi di cultura vive, perché, memore delle ultime volte in cui si è parlato di sistema culturale nella nostra città negli ultimi anni, occasioni dove si è sempre arrivati pressoché a un nulla di fatto. Il sindaco si candida a essere il punto di riferimento per un rilancio culturale.  E allora si candidi anche a essere il portavoce di tutti. Si candidi a raccogliere le istanze più originali. Si candidi a essere il ‘facilitatore’ di un dialogo che da troppi anni viene posticipato. Convochi lui i veri stati generali della cultura, stati generali istituzionali, veri, che da una causa, portino a un effetto. Si candidi anche a portare alla luce ciò che di meglio possa offrire questo territorio. Si candidi a fare in modo che, almeno nella nostra città, almeno nel nostro territorio, per i nostri concittadini, la cultura, non sia più considerata meritevole di salamelecchi a non finire, ma tutto sommato, ritenuta marginale. La cultura, non ci stancheremo mai di dirlo, deve essere considerata un diritto dei cittadini e un bene comune, prima ancora che un volano per il turismo.

Il sistema culturale aretino ha da sempre generato qualcosa di qualità. E spesso qualcosa d’eccezione. Che sia un evento, un festival, ma anche un semplice stimolo per un buon livello di cittadinanza attiva, un’idea creativa e nuova che catalizzi i flussi turistici. Di sicuro c’è soltanto che un sistema culturale condiziona e forma questo qualcosa.

Se, infatti, riflettiamo su un sistema culturale, la prima cosa evidente è che esso è il terreno su cui opera la nostra cultura. Non potrebbe essere diversamente. Se Balzac scriveva capolavori nella forma di romanzo, ciò è perché il sistema culturale dell'epoca chiedeva questo genere. Se Mauro Valenti, ha organizzato capolavori nella forma di festival, è perché il sistema culturale chiedeva questo. E nel 2012, prima ancora di ragionare su cosa fare, dovremmo chiederci di cosa c’è bisogno nel sistema culturale aretino. E rispondere, con cosa possa davvero dare il nostro sistema culturale a questa città. Occorre il coinvolgimento di tutti e far capire qual è la politica culturale che si vuole seguire. Occorre non risolvere tutto, affidandosi al solito vezzo degli “incarichi”, ma progettando insieme il da farsi.

L’Arci e il suo patrimonio di forze e competenze è disponibile a lavorare per questo.

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