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Sorpresa: abbiamo un teatro. Vero!

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Sorpresa: abbiamo un teatro. Vero!

 

 

L’assessore Macrì, ha presentato ai giornalisti il nuovo teatro Mecenate, ex auditorium della scuola Francesco Severi, in zona Tortaia, in grado ora, grazie a un curato maquillage, di ospitare gli spettacoli di prosa. La struttura è stata riadattata a teatro con un’intitolazione piuttosto “impegnativa” a Mecenate, l’aristocratico aretino che diventò il consigliere culturale del primo imperatore romano Ottaviano Augusto. L’ingresso del nuovo teatro, destinato a ospitare gli spettacoli del 2012 del cartellone, è indipendente dal plesso scolastico: vi si accede infatti da viale Dante e non da via Alfieri.

Il “Mecenate” è composto da una gradinata unica capace di ospitare 300 spettatori. L’intervento di riadattamento effettuato dagli uffici tecnici dell’amministrazione comunale ha permesso al teatro di dotarsi di tre camerini adeguati collegati al palcoscenico e ai rinnovati servizi igienici, americane, scenari e quant’altro sia utile a ospitare anche compagnie strutturate e non solo one man show. A proposito di palcoscenico, ecco le dimensioni: 10 metri per 6,50; altezza 6,30. Poco meno che le stesse del Teatro Petrarca. Ovviamente non sono mancati adattamenti strutturali e impiantistici ai vari locali con la realizzazione di un nuovo impianto elettrico, di trattamento aria, di riscaldamento e antincendio.

L’assessore alla cultura Pasquale Macrì: “intanto voglio ribadire alcune cose. La prima che pare banale ma che tale non è: è stata una grande fatica. Arezzo ha un teatro in più e in un periodo di crisi non era cosa scontata riuscire a raggiungere il risultato in tre mesi. Poi voglio ricordare che questa è la stagione del ‘Teatro Petrarca’, ribadendo che in passato si è creata un’indebita relazione fra la chiusura di questo teatro e la riduzione degli spazi, degli spettacoli, dei cartelloni. Io ho guardato alla qualità. Il teatro non è un edificio, si fa dappertutto, da sempre, dai tempi dei greci, anche nelle cantine, perciò quella che proponiamo è la stagione del ‘Petrarca’ momentaneamente ospitata fuori. La Scala è stata chiusa sei anni per restauro eppure Milano ha avuto in quel periodo la stagione della Scala che si teneva al Teatro degli Arcimboldi.

Quando anche Arezzo vedrà riaperta la sua cattedrale del teatro, il ‘Mecenate’ non sarà lasciato a se stesso ma resterà un luogo importante. Infine, non posso che ricordare la collaborazione con il Teatro Franco Parenti di Milano. Se un cittadino vuole vedere nel 2012 certi spettacoli o va a Milano o viene ad Arezzo perché la collaborazione che siamo riusciti a instaurare con l’importante teatro milanese ci dà questo ‘privilegio’. In questi giorni, peraltro, il Teatro Franco Parenti è agli onori della cronaca per lo spettacolo di Romeo Castellucci oggetto di accuse da parte di un certo mondo cattolico che critica senza averlo visto. Al di là delle polemiche, ‘Sul concetto di volto nel Figlio di Dio’, insieme al resto degli spettacoli ovviamente, è la testimonianza di che genere di proposte ricercate e qualitativamente elevate faccia il Franco Parenti. Chissà che magari il prossimo anno non possiamo ospitarlo ad Arezzo”.

Il pubblico che entrerà a teatro potrà cogliere il senso di questa sua scelta culturale grazie alla installazione di Fabrizio Dusi in cui due soggetti si scambieranno la massima di Marco Tullio Cicerone tratta dalle “Epistolae ad Atticum”: sensus populi maxime in teatro perspectus est. Sedutosi in platea potrà in qualche modo tornare con la memoria agli anni del Politeama: infatti le due colonne ai lati del palcoscenico ospiteranno la doppia installazione dell’artista Emilio Isgrò che riprodurranno la versione originale in inglese e la traduzione italiana della frase di Shakespeare: è il mondo intero una ribalta. Ma non solo. Se qualcuno, fin da bambino, si è chiesto come proseguiva la frase, ecco che potrà vedere soddisfatta la sua curiosità. Sempre nella duplice installazione campeggerà: e tutti uomini e donne siamo attori.

Queste due opere avranno un battesimo ufficiale assieme alla inaugurazione del teatro stesso prevista il 10 febbraio.

Non nasconde la sua soddisfazione il direttore artistico Andrea Biagiotti: “una soddisfazione che nasce dai numeri. Rispetto allo scorso anno, gli abbonamenti sono raddoppiati fino a 188. E se qualcuno volesse vedere i prossimi due spettacoli, dovrà mettersi l’animo in pace o andare… a Milano. Sia per ‘L’abissina’ che per ‘Medea’ si registra infatti da giorni il tutto esaurito. Attenzione peraltro anche agli spettacoli successivi per alcuni dei quali i biglietti disponibili si cominciano già a contare sulle dita delle mani”.

Quale spettacolo avrà l’onore della “prima”? Il sipario si aprirà mercoledì 25 gennaio alle 21,15 su Isa Danieli e la sua “L’abissina. Paesaggio con figure”. Testo e regia di Ugo Chiti, con Barbara Enrichi, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Lorenzo Carmagnini, Andrea Corti, Giulia Rupi, Cristina Torrisi. Una produzione Arca Azzurra Teatro/ErreTiTeatro30. Uno spaccato di vita contadina sospeso tra cupezza e comicità che racconta attraverso il microcosmo rurale toscano un paesaggio ben più vasto, quello della storia del nostro paese nel corso del secolo scorso fino ad approdare al 2000. Isa Danieli è la protagonista al centro della vicenda, a suo modo verghiana, che ruota intorno al vecchio despota Lucesio che in un’agonia continuamente interrotta, sempre sull’orlo della morte da tutti invocata, è alla ricerca di un erede degno della sua roba. 

 

 

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