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2 (due) caffè all’anno…

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2 (due) caffè all’anno…

Il costo degli amministratori provinciali – in termini assoluti – è meno di 2 € l’anno per ogni italiano (un paio di caffè)!

 

 

 

 

 

 

Il Decreto “Salva Italia-Ammazza Italiane/i” contiene – oltre a misure da macelleria sociale – anche un’aggressione anticostituzionale alle province, prevedendone lo svuotamento di funzioni che si concretizza – sostanzialmente – nella loro cancellazione. A parte la ferita profonda che questo attacco arreca alle rappresentanze democratiche ed alle assemblee elettive, occorre evidenziare con forza i risibili risparmi che si ottengono da tale soppressione: uno studio dell’Università Bocconi (proprio quella che ha fornito una pattuglia non marginale di ministri, compreso il capobranco Monti) ha dimostrato:

·         Una provincia costa a ciascun italiano – mediamente e “tutto compreso” – non più di 193 € l’anno!

·         La parte di spesa corrente che serve a finanziare la rappresentanza democratica delle province (presidenti, assessori, consiglieri) è circa l’1,4% sul totale!

·         Il costo degli amministratori provinciali suddetti – in termini assoluti – è meno di 2 € l’anno per ogni italiano (un paio di caffè)!

Per non parlare, poi, dell’alto livello di professionalità e competenza raggiunti dalle/i lavoratrici/tori nel fornire i numerosi servizi che ormai fanno capo all’ente Provincia, funzioni che sarà complicato riallocare in maniera congrua dal lato istituzionale. Anche in questo caso, il PD non riesce a smentirsi…arrivando alla porta della stalla quando i buoi sono già spariti dall’orizzonte: come per i referendum sull’acqua (appoggiati dal PD esclusivamente perché il vento fischiava in quella direzione e subito dopo disattesi sul piano pratico) tale partito ha tranquillamente votato a favore dell’art. 23 – commi da 14 a 22, quelli di cui trattasi – senza presentare, in Aula, dove il voto veramente “conta”,  emendamenti tesi ad una loro cancellazione od anche riformulazione. E’ ipocrita – infatti - presentare alcuni emendamenti nelle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera e non farli arrivare – comunque - in Aula…E non ci si giustifichi dicendo che sarebbero stati bocciati: se il PD avesse avuto veramente a cuore il destino delle province, delle loro funzioni e dei loro dipendenti…doveva dimostrarlo al momento del voto finale. Qui poteva almeno presentare gli emendamenti, i quali – anche se non fossero stati approvati – avrebbero comunque reso evidente il tentativo d’intervento, non pregiudicando con ciò l’iter e l’approvazione definitiva della manovra monstre…

 


 

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