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Eletto il "Sindaco" del Giardino delle IDEE. Pier Luigi Vigna ad Arezzo

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Eletto il "Sindaco" del Giardino delle IDEE. Pier Luigi Vigna ad Arezzo

 

 

Tante le sorprese e due le conferme al Giardino delle IDEE in occasione dell’incontro di sabato 28 gennaio con il dr. PIER LUIGI VIGNA per la presentazione del libro “In difesa della giustizia”: le conferme sono il luogo, lo splendido Auditorium del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo in via San Lorentino, 8 (INFO: 0575 409050) e l’orario di inizio ovvero le ore 17.00 (ingresso rigorosamente gratuito).

Ad accogliere il dr. Pier Luigi Vigna arriva il piccolo “Mimmo” con tanto di fascia tricolore e investito del titolo di “Sindaco del Giardino delle IDEE”: farà gli onori di casa dando il benvenuto all’illustre ospite e donando Lui un bellissimo libro sulla nostra città.

Ad accogliere il dr. Vigna anche le meravigliose maschere del carnevale dei Figli di Bocco, le famose maschere barocche del borgo medioevale di Castiglion Fibocchi che con i loro costumi fantastici, il volto celato e le loro eleganti riverenze inviteranno tutti gli ospiti ad entrare all’interno della magica Sala delle Muse arricchita per l’occasione dal “tappeto di Aladino” opera dell’artista Andreina Giorgia Carpenito.

Ad accogliere infine il dr. Vigna il bravo e simpatico attore Giancarlo Corciulo dell’Associazione Piccolo Teatro Città di Arezzo con le Sue “Favole di giustizia”: brevissimi ed esilaranti racconti su giustizie e ingiustizie del nostro tempo.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming su intoscana.it, in diretta differita sul canale 824 Toscana Channel della piattaforma Sky e in replica su ArezzoTV.

Chi non conosce Pier Luigi Vigna.

Ha indagato fra le pagine più drammatiche della nostra Repubblica: le stragi degli anni di piombo, i delitti del mostro di Firenze, i rapimenti dell’anonima sequestri, i mille tentacoli della mafia. Ha lottato per mezzo secolo a difesa dello Stato, delle sue Istituzioni minacciate, ha lavorato senza sosta per portare la luce nei lati più oscuri della nostra storia. Oggi finalmente può fermarsi, guardarsi alle spalle e raccontare una vita al servizio della giustizia, una vita da magistrato.

La storia di Pier Luigi Vigna è  quindi l’appassionante storia di un italiano che si intreccia con la Storia d’Italia così profondamente da diventarne indistinguibile.

Ex magistrato con alle spalle una di quelle carriere troppo dense per essere riassunte solo dal più recente degli incarichi conclusi, cioè quello di Procuratore Nazionale Antimafia, nel suo saggio “In Difesa Della Giustizia” ricostruisce quella misteriosa Storia con la S maiuscola, nei suoi capitoli più oscuri: dalle indagini sul Mostro di Firenze a quelle sul terrorismo nero e rosso, dalle stragi di Stato all’omicidio del giudice Vittorio Occorsio, dallo scandalo della Loggia P2 ai colloqui con i capi di Cosa Nostra.

Da narratore con molto da dire, Pier Luigi Vigna racconta ogni aneddoto e ogni digressione di antefatti significativi, per renderne possibile la comprensione a lettori che probabilmente in gran parte non erano ancora nati quando quegli eventi accadevano.

Il libro è un’autobiografia professionale e umana ed è allo stesso tempo uno scrupoloso lavoro storiografico.

È entrambe le cose perché il suo autore non è stato solo un attore di primo piano nella storia che racconta, ma anche un attento e curioso osservatore.

Ad introdurre l’incontro Antonella di Tommaso, con le domande di Barbara Bianconi e gli approfondimenti di Sara Frangini.

 

La storia di Pier Luigi Vigna è  l’appassionante storia di un italiano che si intreccia con la Storia d’Italia così profondamente da diventarne indistinguibile.

Ex magistrato con alle spalle una di quelle carriere troppo dense per essere riassunte solo dal più recente degli incarichi conclusi, cioè quello di Procuratore Nazionale Antimafia, ha pubblicato per Rizzoli il saggio “In Difesa Della Giustizia” redatto a quattro mani con il giornalista Giorgio Sturlese Tosi.

L’opera dipana la matassa misteriosa di quella Storia con la S maiuscola, ripercorsa nei suoi capitoli più oscuri: dalle indagini sul “Mostro” di Firenze a quelle sul terrorismo nero e rosso, dalle stragi di Stato all’omicidio del giudice Vittorio Occorsio, dallo scandalo della Loggia P2 ai colloqui con i capi di Cosa Nostra.

Nella consueta e splendida cornice dell’Auditorium del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo in via San Lorentino, 8 (INFO: 0575 409050) sabato 28 gennaio 2012 con inizio alle ore 17.00 e in diretta streaming su intoscana.it il dr. PIER LUIGI VIGNA sarà ospite del Giardino delle IDEE per presentare il saggio “In difesa della giustizia” (Rizzoli editore).

Da narratore con molto da dire, Vigna racconta ogni aneddoto e ogni digressione di antefatti significativi, per renderne possibile la comprensione a lettori che probabilmente in gran parte non erano ancora nati quando quegli eventi accadevano.

Il libro è un’autobiografia professionale e umana ed è allo stesso tempo uno scrupoloso lavoro storiografico.

È entrambe le cose perché il suo autore non è stato solo un attore di primo piano nella storia che racconta, ma anche un attento e curioso osservatore.

La Magistratura è stata per l’ex Procuratore “un’avventura appassionante” perché gli ha permesso di incontrare persone “che non avrei mai potuto incontrare altrimenti…almeno spero!”.
Si riferisce ai giovani brigatisti come a Pietro Pacciani, a Totò Riina come a Bernardo Provenzano.

Alla maniera di Truman Capote, Vigna ha dialogato con i criminali alla ricerca di quella “medesimezza di esseri umani” che accomuna tutti gli uomini, e così ha potuto tracciare dei profili antropologici utili a comprendere le motivazioni dietro a un gesto criminale, molto diverse se ci si confronta con un terrorista o con un mafioso.

“I migliori collaboratori di giustizia sono i brigatisti pentiti”, egli afferma.

Questo perché il terrorista agisce in conformità con degli ideali estremi, che lo legittimano a compiere atti di estrema gravità.

Vigna racconta di quando una volta riuscì ad insinuare nella mente di un brigatista, appena ventenne e già reo di omicidio, il dubbio che “la classe operaia” non lo avesse incaricato di difenderla com’egli credeva.

L’allora Pretore di Firenze invitò il giovane ad andare a discutere delle sue idee con gli operai delle Officine Galileo, a Campi Bisenzio.

Il ragazzo si rifiutò imbarazzato.

È quando il terrorista comprende che la sua lotta è sbagliata perché i suoi ideali sono sbagliati che si apre la strada ad una revisione, e può nascere la voglia di collaborare con la giustizia, mettendosi al servizio di ideali più degni.

“Il mafioso, invece, di ideali non ne ha”, l’ex Procuratore racconta, e se collabora lo fa per tre motivi: “Per ottenere una riduzione di pena, per paura di essere ucciso, per servirsi dello Stato per attaccare un altro mafioso che non è riuscito ad eliminare di persona”.

La motivazione del mafioso è il guadagno nel senso più ampio del termine, che si tratti di affari o di uno sconto sugli anni da spendere in carcere.

“Possibilmente al 41 bis”, racconta Vigna, che consente ai pentiti di alloggiare in celle separate, senza dover convivere con altri sette o otto detenuti come normalmente accade nelle sovraffollate carceri italiane.

“Dottore, non mi leverà mica il 41 bis?” l’ex Procuratore si sentì chiedere espressamente da un pentito, lo stesso che per sei ore lo trattenne a discutere per illustrargli il concetto di “Sicilianitudine”.
Un uomo normale, Pier Luigi Vigna, appassionato del suo lavoro tanto da continuare a sognare la notte di stare conducendo indagini.  

 

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