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Anche il Blue Book boccia sonoramente Nuove Acque SpA

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Anche il Blue Book boccia sonoramente Nuove Acque SpA

 

Qualche giorno fa Nuove Acque, in una conferenza stampa ha reso noto con toni trionfalistici che la pubblicazione Blue Book anno 2011 (edita nell’ottobre 2011 dall’Associazione Nazionale delle Autorità di Ambito ed inerente lo studio comparato dei servizi idrici italiani) avrebbe certificato per Nuove Acque “elevati standard di servizio ed investimenti ben oltre la media nazionale”.

Purtroppo l’analisi accurata della suddetta pubblicazione dimostra che le dichiarazioni di Nuove Acque sono del tutto infondate. Anzi, i dati di Nuove Acque, confrontati con quelli medi italiani, confermano quello che innumerevoli studi avevano già sancito: tariffe carissime, bassi investimenti, alti costi operativi, alti oneri finanziari sul cosiddetto “Project Financing” e notevoli profitti per i privati sotto forma di “prestazioni accessorie”.

Per quanto riguarda gli investimenti è noto che quelli programmati ed effettuati da Nuove Acque sono largamente sotto la media nazionale. Per la precisione sono pari a 24,86 euro pro capite l’anno mentre la media nazionale è pari a 37,36 euro.  Invece il dato che Nuove Acque menziona nel suo comunicato, un improbabile rapporto su investimenti e metri cubi di acqua erogata su cui sarebbe al di sopra della media nazionale, è chiaramente del tutto inadeguato a rappresentare la virtuosità o meno del gestore. Esso, infatti, è ovviamente influenzato dal fatto, per nulla positivo, che Nuove Acque ha le tariffe a metro cubo più care d’Italia.

Quanto ai costi operativi il dato citato da Nuove Acque nel suo comunicato (0,95 euro a metro cubo di acqua erogata) è totalmente privo di fondamento; infatti dalla fonte ufficiale di ATO 4 emerge che tale rapporto è pari a 1,56 euro a metro cubo poiché il totale dei costi operativi è pari a 25,905 milioni di euro e i metri cubi di acqua erogata pari a 16,6 milioni. Tale rapporto è superiore del 50% rispetto alla media nazionale e certifica indiscutibilmente quanto sia disastrosa per i cittadini la gestione di Nuove Acque.

Per quanto riguarda i canoni di concessione va chiarito una volta per tutte che tale importo (pari complessivamente a poco più di 4 milioni di euro l’anno per i prossimi 3-4 anni) serve ai comuni soci di Nuove Acque quasi esclusivamente per pagare le restanti quote di ammortamento dei mutui che servirono, prima del 1999, a costruire gli impianti idrici che poi sono passati in concessione a Nuove Acque. Questa continua lagna da parte di Nuove Acque sul canone di concessione che – secondo loro – sarebbe una sorta di regalia ai comuni, è veramente indecente. Forse i privati di Nuove Acque vogliono utilizzare gli impianti ceduti dai comuni, riscuotere le bollette dei cittadini e anche pretendere che i costi degli impianti stessi ricadano sui comuni? Francamente ci pare troppo. Per altro la quota dei canoni è meno del 10% del totale degli introiti ed è inferiore alla media italiana.

In realtà l’assoluto e imbattibile primato di Nuove Acque è quello tutt’altro che invidiabile di avere le tariffe più alte d’Italia con delle punte assolutamente inarrivabili per la quota fissa e per il canone di fognatura, come si può dedurre dal Blue Book stesso. Tariffe che fra le altre cose, ogni 1° gennaio compreso quello del 2012, aumentano il 6,5% .

Quanto alla qualità dei servizi erogati, i dati si basano su quanto autodichiarato da Nuove Acque. Essi quindi non hanno nessuna rilevanza. Peraltro da nostra esperienza diretta sappiamo che la risposta ai reclami è ben oltre i 7 giorni dichiarati da Nuove Acque. Infatti, per esempio, la società ha risposto dopo ben 29 giorni (anziché i 7 auto dichiarati) ai primi aderenti alla campagna nazionale di Obbedienza Civile.

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

 

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