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Dichiarazioni dei redditi basse e stato di crisi, riflessioni ad voce alta…

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Dichiarazioni dei redditi basse e stato di  crisi, riflessioni ad voce alta…

Ieri sera mentre ascoltavo il tg di Mentana, durante il quale il direttore si domandava retoricamente scandalizzato, se era credibile una dichiarazione dei redditi media più bassa per i gioiellieri e per le agenzie di viaggi che per le segretarie, non sono riuscito a trattenere un primo sbotto di indignazione. Ma un attimo dopo ho cercato di riflettere…

 

 

 

Ci sono dati che dovrebbero essere forniti insieme a tutti gli altri, per avere un quadro completo della situazione. Io non conosco quelli nazionali, ma conosco il mercato locale, e so che l’ultima gioielleria in vendita in città, in una via di grande pregio commerciale, è stata acquistata per due soldi e trasformata… in una pizzeria a taglio ! Proviamo a fermarci a pensare e cerchiamo di usare un po’ di memoria. In piazza della Badia, una delle più vecchie gioiellerie della città è diventata una gelateria. In piazza San Giusto è da tempo diventata un Bar. Idem in via G.Monaco.  Tutto ciò qualcosa vorrà pur dire. Nella nostra città, la città dell’oro, come pomposamente amavamo chiamarci un tempo, negli ultimi tre anni le aziende orafe hanno chiuso ad un ritmo di una alla settimana. E non erano solo quelle a conduzione familiare a tirar giù i bandoni. Hanno chiuso aziende storiche, quelle che hanno fatto lo sviluppo industriale della nostra città. Le nostre zone industriali/artigianali sono zeppe di fondi dotati di doppio ingresso, porte blindate e caveu, che aspettano solo di essere smantellate.

Non dovrebbe essere difficile rammentare che le gioiellerie aperte in città, sono nel 2012, molte meno di quante erano nel 1992. Nessuno osa aprirne di nuove e sostanzialmente quelle vecchie sono quasi tutte in vendita. Si salvano coloro che riescono anche ad effettuare riparazioni di livello. Ancor meglio coloro che accanto alla gioielleria vendono e riparano orologi di pregio. Ma è una nicchia. Tutto ciò qualcosa vorrà pur dire. Non esistono in Italia solo i gioiellieri di via Montenapoleone o di via Del Corso, di Ponte Vecchio o di via Tornabuoni. Esistono anche quelli di seconda e terza classe.Quelli delle cittadine come Arezzo. Quelli che aspettano di chiudere, perché tanto di clienti non se ne vedono più… Siamo ormai davanti al cammino inverso. Non è un caso che oggi siano più i negozi che l'oro lo comprano, rispetto a quelli che l'oro lo vendono.  Lavoro degnissimo per carità, anche se dal retrogusto amaro.  Soltanto 20 anni fa, coloro che compravano il nobil metallo pagandolo in contanti, non esistevano. Oggi ne spunta uno in ogni strada. 

 Mala tempora currunt… 

Pochi si sono accorti che una delle agenzia di viaggi più importanti di Arezzo, l’Arcimondo, di proprietà dell’ARCI, ha chiuso i battenti. Definitivamente e per non riaprirli più. Qualcuno lo racconti anche a Mentana. 


 

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