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Dichiarazione di voto del deputato radicale Maurizio Turco sul caso Cosentino

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Dichiarazione di voto del deputato radicale Maurizio Turco sul caso Cosentino

Spero che presto l'on.Cosentino venga sottoposto a processo, e se riconosciuto colpevole in un aula di giustizia, vada finalmente in carcere. Non sia mai però, dopo tutte le voci che gracchianti strepitano chiedendo di portare in piazza le ghigliottine perchè sia fatta giustizia sommaria, non sia mai che debba risultare innocente. Perchè nessuno ha più bisogno dei Robespierre e perchè chi porta le ghigliottine in piazza prima o poi ci mette la testa dentro. Paolo Casalini

 

 


Il contesto ed il testo nel quale maturano le accuse rivolte al collega Cosentino fanno riferimento all’esistenza, storicamente accertata e giudiziariamente cristallizzata, del gruppo camorristico denominato ‘clan dei Casalesi’.

La natura, la struttura, i protagonisti e le dinamiche del ‘clan dei Casalesi’ sono state approfonditamente delineate nelle sentenze conclusive e definitive dei processi denominati Spartacus 1 e Spartacus 2, oltreché nel saggio “Gomorra”.

Sia le citate sentenze, sia il noto saggio, prendono in esame ed approfondiscono un lungo arco temporale di vita dell’associazione criminale di Casal di Principe, paese nel quale è nato ed ha lungamente vissuto l’on. Cosentino. Ciò nonostante e sino al 2005, cioè sino a quando l’on. Cosentino non ha ricoperto un ruolo politico di livello nazionale, le strade del clan dei Casalesi e dell’on. Cosentino non si sono mai, neppure per sbaglio, incrociate. Nessuna traccia nei procedimenti e nei saggi.

Oggi l’on. Cosentino viene accusato di condotte che non hanno, in sé, a alcun rilievo penale e delle quali l’on. Cosentino ha fornito ampia ed esaustiva spiegazione nelle memorie depositate presso questa commissione e che, se vorrà, mi incaricherò di rendere pubbliche.

Gli inquirenti prima ed il GIP poi, vestono queste condotte di rilevanza penale in relazione alla circostanza per la quale l’on. Cosentino sarebbe addirittura il referente politico nazionale del Clan dei Casalesi; affermazione questa che però appare essere del tutto apodittica e slegata da qualsiasi accertamento concreto di un qualsivoglia fatto specifico.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che svolgono chiamate di correo nei confronti del collega, senza peraltro attribuirgli mai fatti concreti specifici, oltre a non essere supportate da alcun riscontro obiettivo ed individualizzante- per quanto emerge dalla stessa lettura dell’ordinanza di custodia cautelare – appaiono essere in diversi punti platealmente smentite da dati storicamente accertati di segno assolutamente diverso.

Ritengo pertanto che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega sia infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis.”

Intervista a Maurizio Turco tratta dal Corriere della Sera

Perché ha votato per togliere la libertà a Papa, Angelucci e Milanese, mentre ora difende Cosentino?
«Ho letto le carte e, in questo caso,
 ho ravvisato fumus persecutionis. Io non dico che Cosentino sia innocente, ma che c'è accanimento da parte dei giudici. Deve essere il processo a decidere se deve andare in galera».

Perché ritiene inconsistente l'accusa di concorso esterno in associazione camorristica? 
«Cosentino viene accusato di cose che non hanno rilievo penale. Non va ascritto alla criminalità comune, ma alla criminalità politica. Perché il modo di muoversi in certe zone, quando si fa carriera in un partito, è quello».

Perché si è appellato a Saviano? 
«Gli ho chiesto un contributo di conoscenza. Io credo nella capacità di Saviano di leggere fatti per me incomprensibili e mi piacerebbe che lui dicesse una parola. Perché in Gomorra non si parla di Cosentino?».

Il coordinatore del Pdl in Campania è il referente politico dei Casalesi, accusano i giudici di Napoli. 

«Mi piacerebbe sentire anche la voce di Raffaello Magi, il giudice del processo Spartacus. Cosentino era lì, in quelle zone e in quegli anni, però in quelle inchieste il suo nome non emerge».

La Lega ha votato sì all'arresto. 

«La posizione della Lega non ha ragione di esistere. Non si manda uno in galera perché appartiene a un'altra maggioranza».

 

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