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Autotrasporti: Confartigianato proclama il fermo a gennaio

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Autotrasporti: Confartigianato proclama il fermo a gennaio

Assemblea generale della categoria sabato 19 nella sede di via Tiziano

 

Prezzi troppo alti per il gasolio, mancate risposte alle richieste della categoria, assicurazioni in crescita, divieti di circolazione in aumento. E' lungo l'elenco delle doglianze degli autotrasportatori che scendono sul piede di guerra e proclamano lo “sciopero”, ossia il fermo dei servizi, per gennaio.

Intanto Confartigianato Trasporti Arezzo, per illustrare e discutere nel merito le questioni sul tappeto e organizzare nel miglior modo il “Fermo dei Servizi” del prossimo gennaio, ha convocato per sabato 17 Dicembre alle ore 9.30, presso la sede di Via Tiziano, 32, una assemblea generale alla quale sono invitati a partecipare tutti gli autotrasportatori aderenti.

“Confartigianato Trasporti che aderisce ad UNATRANS (Sindacato che rappresenta la gran parte dei vettori italiani) ha deciso di proclamare il fermo dei servizi, che interesserà l'85% degli autotrasportatori italiani – sottolinea Marco Sensi Presidente Confartigianato autotrasporti Arezzo – misura obbligata dopo che il Governo tecnico non ci ha dato risposte circa le questioni più rilevanti. Alcune Ad esempio la “mensilizzazione” del recupero dell’accisa sul carburante da autotrazione e l’abolizione dei “costi della sicurezza” che vanificheranno ogni tipo di accordo volontario di settore. A tutto questo si aggiunge poi l’aumento insostenibile del costo del gasolio (circa 7000 euro a veicolo all’anno), i costanti aumenti dei premi assicurativi, l’aumento delle giornate di divieto di circolazione e la deregolamentazione dell’accesso alla professione.”

Circa la mancata adesione al Fermo Nazionale dell’Autotrasporto da parte della CNA-Fita

il Presidente di Confartigianato Trasporti non si esprime nel merito della scelta. “Siamo convinti - ribadisce - che le scelte fatte dalla Confartigianato Trasporti rispecchino le necessità degli autotrasportatori italiani. Altre questioni ad oggi, considerata l’estrema urgenza e il rischio di fallimento delle imprese, non ci appassionano. Sappiamo che la categoria non sarà divisa e che di fronte a problemi comuni saprà trovare unità di azione”. 

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