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Controcorrente: i costi della politica. La bufala degli alti costi dei parlamentari italiani.

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Controcorrente: i costi della politica. La bufala degli alti costi dei parlamentari italiani.

Ben altri sono i costi della nostra democrazia

 

 

La vicenda Minzolini ha dell’incredibile. Dopo che il suo telegiornale ha sostenuto l’abolizione dei vincoli sul lavoro dipendente (e non entro assolutamente nel merito della questione) proprio grazie a questi vincoli, o al loro equivalente in tema di contratti sull’editoria, ha ottenuto di diritto la conservazione del posto e dello stipendio. Appena 550.000 euro l’anno. Ovverosia, detratte le tasse e i contributi, più o meno 1.000 euro “nette” al giorno. Si è saputo solo adesso infatti, che il prode Minzolini non si era mai fatto nominare direttore, nomina che lo avrebbe reso vulnerabile ai rapporti fiduciari con l’editore, ma caporedattore facente funzione di direttore, ruolo sottoposto a tutti i vincoli di conservazione di un posticino da mezzo milione e passa di euro all’anno.

Chi crede che i politici rappresentino il maggior costo della vita pubblica italiana, si disilluda presto. Sommando insieme tutti gli stipendi di tutti e venti i governatori delle regioni italiane, non si arriva allo stipendio del solo Pierfrancesco Guarguaglini che ammontava ad oltre 3,5 milioni di euro all’anno, (circa diecimila euro al giorno) dimissionario presidente e amministratore delegato di Finmeccanica. Si proprio lui, quello indagato per le tangenti, quello che aveva la moglie amministratore della controllata. A seguirlo sono l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, e quello dell'Eni, Paolo Scaroni, rispettivamente con 3.236.308 e 3.077.000 euro. Più staccati, ma pur sempre con stipendi superiori al milione di euro, troviamo l'ad delle Poste, Massimo Sarmi, e il presidente dell'Eni, Roberto Poli, il primo con 1.580.329 e il secondo con 1.131.000 euro.

La classifica prosegue con Piero Gnudi, presidente Enel, 923.348, Mauro Moretti, ad Ferrovie, 870.000, Alessandro Castellano, ad Sace, assicurazioni, 855.000, Innocenzo Cipolletta, presidente Ferrovie, 750.000 e Massimo Varazzani, ad Cassa Depositi e Prestiti, 710.000.

Seppure fra mille distinguo, precisazioni e i soliti, gridatissimi titoli AntiCasta, la verita' si fa strada. Una verita' che l'Aduc (l’Associazione difesa utenti e consumatori), non accodandosi ad alcun clima demagogico, da mesi documenta. La verità che emerge da tutti gli approfondimenti seri di confronto fra i costi del parlamentare italiano e i costi dei parlamentari nei Paesi europei e' tanto elementare quanto schiacciante. Sara' controcorrente ma e' non per questo meno vero: in Italia il parlamentare costa meno di quanto non costi in Europa. Pur sommando indennità, diarie, trasporti, uffici-alloggi pagati,stipendi dei collaboratori, le somme incontestabilmente testimoniano che il panegirico sui costi della casta parlamentare italiana e' un'invenzione. Che poi qualche giornale, pur di non scostarsi dal clima imperante, scelga di rispolverare la questione dei vitalizi pur di insistere sulle presunte differenze tra i costi del in Italia e quelli del parlamentare in Europa, e' pura questione di impostazione giornalistica, oltretutto il problema e' stato risolto. I dati sono più che sufficienti per qualificare con la corretta parola la grande campagna sulle indennità dorate del Parlamento italiano ladro e spendaccione: una bufala. Soprattutto, una bufala che certe caste hanno probabilmente interesse ad alimentare, magari affinche' non si inizi a ficcare il  naso in ben altri privilegi castali.

Oppure e sarebbe molto peggio, sia solo una campagna volta a delegittimare la natura stessa della democrazia parlamentare, in favore di regimi molto più paternalistici e “provvidenziali”.


QUESTA LA TABELLA PUBBLICATA DA PANORAMA


 Ho provato a rielaborare il dato. In modo approssimativo ma piuttosto verosimile.

Rispetto allo stipendio lordo pubblicato da Panorama, ho solo scorporato le imposte, ma non le ritenute previdenziali obbligatorie (credo) in tutta Europa. Quindi l'ho diviso per 13, considerando che più o meno ovunque esista la XIII. 

C'è qualcuno che veramente pensa che questi dati siano veri? 

E se Panorama li pubblica, perchè lo fa ? Ora vi lascio con la più antica delle domande. Cui prodest ?

LE CIFRE - Fonte l’Unità (non sono un lettore ma non credo siano schierati)

Italia: L’indennità netta di ogni deputato è pari a 5.246,97 mensili (a fronte di un lordo di 11.283 euro), cifre in linea con quelle dei deputati europei. (circa 6.100 euro). I partiti prelevano dallo stipendio dei deputati nazionali,  da un minimo di 1.000 euro (Pdl) ad un massimo del 30% dello stesso

Rimborsi:

3.503 per vitto e alloggio a Roma;

3.690 per i collaboratori (segretaria);

1.108 euro al mese per i trasferimenti (+ 300 per i collegi più lontani)

258 euro al mese per le spese di telefono.

TOTALE costo  19.842 (+300)

 

Francia: Indennità netta 5.677 tolte le ritenute previdenziali  (7.100 euro lorde), ma il netto varia in base all'imposta sul reddito.

Possono alloggiare in un residence a tariffa agevolata.

Libera circolazione ferroviaria, ma solo 40 viaggi aerei pagati fra il collegio e Parigi, e 6 fuori collegio.

6.400 euro al mese per spese relative al mandato.

9.138 euro per la retribuzione di non più di cinque collaboratori, pagati dal deputato o direttamente dall'assemblea.

TOTALE costo  22.638

 

Germania: Indennità lorda di 7.668 euro, il netto varia in base all'imposta sul reddito. Non ci sono ritenute previdenziali.

3.984 euro per l'esercizio del mandato

1.000 euro al mese per gestire un ufficio arredato nei palazzi del Bundestag

14.712 euro per collaboratori a carico del Parlamento

Libera circolazione ferroviaria, rimborso dei viaggi aerei nazionali nell'esercizio delle funzioni e con giustificativi di spesa.

TOTALE costo  27.384

 

Inghilterra: L'indennità mensile lorda è di 6.350 euro, il netto varia, così come il contributo previdenziale. 1.922 euro di diaria, di cui 1.680 per rimborso locazione.

Per l'albergo può spendere fino a 150 euro a notte

1.232 euro di rimborso per l'ufficio nel collegio,

1.004 euro per le spese.

10.500 euro al mese per i collaboratori (li paga un'agenzia per conto del Parlamento)

TOTALE costo  21.008

 

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