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Se non è troppo disturbo... lo strano diritto all’italiana

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Se non è troppo disturbo... lo strano diritto all’italiana

 


Mentre i Carabinieri arrestano i ragazzini che fumano l’erba e sbattono in galera gli adulti trovati a coltivarsi la pianticella in giardino, in tribunale si liberano i camorristi rapinatori che travestiti da tutori dell’ordine ed in perfetto stile arancia meccanica, hanno fatto irruzione nella oreficeria di Menchino Neri,  lo hanno bastonato e derubato di centinaia di migliaia di euro. Rapinatori seriali si badi bene, gente pronta ad assaltare una villa allo stesso modo di una banca o di una oreficeria. Gente che ti piega in due a forza di botte prima di farsi consegnare il bottino. 

Liberi di andarsene a spasso. Liberi di ripetere il reato. Liberi e basta!

C’è un tale abisso etico, morale e giuridico tra le due fattispecie di reato, che è ripugnante anche solo l’accostamento, ed è altrettanto ripugnante considerare rieducativo incarcerare i ragazzini insieme a questo genere di persone. Ebbene si, adesso possono tornarsene al sicuro tra i casalesi, gli ottavianesi, i vesuviani  o come cavolo si chiamano. 

E' lo strano diritto all'italiana, che si fa forte con i deboli, i ragazzini piagnucolosi con in tasca uno spinello, catturati negli autobus coi cani e il tintinnare delle manette dal braccio armato dello stato, ma si fa debole con i forti, con coloro che considerano la vita degli altri quanto uno scarafaggio da spiaccicare sotto la suola. 

A questo punto manca solo una bella pacca su una spalla e un giudice che paternamente dice loro: “Mariuoli, non fatelo più e rigate dritti… mi raccomando”.

E se lo desiderano e saranno in comodo, potranno decidere se tornare anche alle prossime udienze.

Se non è troppo disturbo naturalmente. 

 

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