Prima Pagina | Economia e lavoro | A colloquio con Andrea Fabianelli, una pasta d'uomo...

A colloquio con Andrea Fabianelli, una pasta d'uomo...

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
A colloquio con Andrea Fabianelli, una pasta d'uomo...

Quella che segue è una lunga intervista a Andrea Fabianelli, reuccio della pasta chianina. Chi avrà la pazienza di leggerla potrà forse soddisfare alcune curiosità...

 

 

 

 

 

L'incontro ha avuto luogo nell'ufficio del Presidente di Confindustria aretina.

-Da piccolo giocava con le bambole o con i soldatini?

-Con i soldatini!

-E da grande?

-... Soldatini...

-Si sente Castiglionese dentro?

-Certamente. Sono castiglionese dentro e rimarrò sempre tale. Ogni volta che torno dai miei viaggi in giro per il mondo e vedo Castiglion Fiorentino mi si apre il cuore.

-Anche nell'ultimo periodo le si apriva il cuore, mentre l'amministrazione del suo paese andava a rotoli?

-I conti dell'amministrazione sono certamente andati a rotoli, ma i soldi sono stati spesi per il bene della collettività...

-Secondo lei un sindaco che dopo aver amministrato un Comune per dieci anni scopre che è dissestato, ha delle responsabilità oggettive oppure no?

-Non conosco bene la vicenda, perché non è di mia competenza... Però credo sia difficile pensare che un sindaco amministri un comune per dieci anni senza rendersi conto di quello che sta succedendo. E' anche vero che la struttura di un comune è composta da compartimenti stagni e quando un sindaco vuol fare delle spese si rivolge all'assessore di riferimento e al tesoriere per sapere se ci sono le risorse. Se gli viene detto che le risorse ci sono lui spende...

-Lei è titolare di un'azienda che produce pasta italiana...

-Sono un industrialotto...

-Se fosse della zona di Milano sarebbe brianzolo, invece è chianino...

-Sono chianino al cento per cento.

-Le devo confessare una cosa: prima di questa intervista mi sono procurato dei pacchi di pasta Fabianelli e l'ho provata (vedi foto). Sinceramente devo dire che se si sgarra la cottura di quindici secondi la pasta si sfalda... Si può migliorare questa caratteristica?

-...E' una peculiarità del prodotto. Ehm... La pasta, la caratteristica della pasta è... Lei non mi ha detto se la pasta ha un buon sapore oppure no...

-Ho individuato quello che mi pare un difetto e glielo rappresento...

-Il primo pregio è dato dal sapore che deve rimanere sul palato e la nostra pasta è dolce. Il tempo di cottura rapido è voluto, in quanto lo spessore della nostra pasta è inferiore a quella di molti nostri concorrenti. E' una prerogativa...

-Come si diventa imprenditori di successo?

-Non so se sono un imprenditore di successo...

-Lei è presidente di Confindustria aretina, vuol dire che un certo successo come imprenditore le è riconosciuto...

-Presumibilmente sì. Credo che per diventare un buon imprenditore occorra alzarsi ogni mattina con l'idea che quello che ha fatto fino a ieri potrebbe non essere più attuale. Ogni giorno bisogna sapersi mettere in discussione.

-Ci vuole coraggio e intraprendenza.

-Ci vogliono coraggio, intraprendenza e capacità di adattamento, innovazione.

Le do una notizia in anteprima: due settimane fa abbiamo chiuso in Corea, con il numero uno coreano della distribuzione della pasta, un contratto che vale più di quattro milioni di dollari. A questo nuovo cliente stavo dando la caccia da un anno e mezzo e ho dovuto modificare un certo numero di cose nella mia azienda per avvicinarmi alle sue esigenze. Ho innovato per accaparrarmi un cliente utilissimo in questi tempi di magra. Con il nuovo anno la mia azienda potrà essere orgogliosa di aver conquistato una buona fetta del mercato coreano con il distributore più importante.

-Quand'è che conquisterà anche il mercato aretino? Non è che ad Arezzo si venda molta pasta Fabianelli...

-Mi definisco un autarca; credo fermamente che dobbiamo acquistare prodotti del nostro territorio, ma purtroppo i profeti in patria sono pochissimi... Abbiamo un buon prodotto che costa un po' meno degli altri, ma...  

-Oggi lei ha un bel po' di soldi e una bella casa...

-No.

-Non ha un...

-Ho una bella casa, ma i soldi sono investiti tutti nell'azienda.

-Però vive bene...

-Vivo agiatamente.

-Chi glielo fa fare di continuare a combattere ogni giorno invece di vendere tutto e godersi la vita?

-E' la follia dell'imprenditore; perché per essere imprenditore ci vuole anche una buona dosa di follia.

Un anno e mezzo fa ho avuto un infarto; sapevo di avere dei problemi cardiaci in corso, ma ho continuato per circa un anno sopportando i dolori al petto che avvertivo perché dovevo portare a termine un certo iter in azienda. Ho finito di fare quel che dovevo, mi hanno portato in ospedale dove mi volevano ricoverare immediatamente, ma ai cardiologi ho chiesto di aspettare tre settimane. In quelle tre settimane ho avuto un attacco piuttosto forte in un aeroporto in mezzo al nulla, ma sono andato avanti lo stesso. Sono tornato all'ospedale che avevo la coronaria destra completamente chiusa e la sinistra aperta per il venticinque per cento.

-Capisco, sto intervistando un folle...

Di questi tempi l'attività culturale è scarsa, anche perché gli enti pubblici non hanno più un euro. Sarebbe disposto a sponsorizzare un evento o un progetto culturale?

-Purtroppo noi non abbiamo una capacità finanziaria tale da poter sponsorizzare un buon evento culturale. Non siamo una banca e non siamo Barilla, che si può permettere di spendere "briciole" del suo fatturato per sostenere eventi culturali. Noi siamo una azienda medio piccola che si dà da fare ogni giorno per sopravvivere, mantenendo il livello di occupazione. Sono convinto che senza cultura non avremmo futuro, ma credo che in questi momenti di grande difficoltà sia importante investire le pochissime risorse in altri modi.

-Lei è massone?

-No; ma non ho niente contro la massoneria.

-Volevo solo verificare se era vero che i principali poteri aretini sono in mano alla massoneria...

-E all'Opus Dei, si dice...

-Se si dovesse definire politicamente, direbbe di essere di sinistra o di destra?

-Nessun partito politico italiano mi rappresenta, almeno in questo momento. Comunque non mi sento né di sinistra né di destra e credo che quando possibile si debbano votare le persone. Le posso dire che a suo tempo ho votato il mio sindaco PD (ndr: Paolo Brandi, a Castiglion Fiorentino) perché credevo che avrebbe ben amministrato; e ho dato la mia preferenza a Ceccarelli perché sapevo che avrebbe lavorato bene in provincia. Per il parlamento europeo ho invece votato Alessandra Mussolini...

-Ah...

-...Pensando che potesse dare un segnale di cambiamento nella politica che l'Italia stava facendo in Europa.   

-Lei rappresenta l'azionista di maggioranza di Arezzo Notizie.it: la cosa la rende orgoglioso?

-Molto orgoglioso, perché mi è chiaro che il futuro dell'informazione sarà quello della rete e non più il cartaceo. Noi, come Confindustria, abbiamo avuto la capacità di essere innovativi anche nell'informazione.

-Lei è cacciatore? Perché si sa, l'uomo è cacciatore...

-Ho smesso di andare a caccia a vent'anni, perché sparando a una lepre sbagliai, la ferì e dovetti andarla a finire con le mie mani. Da quel giorno giurai a me stesso che non avrei più sparato a un animale...

-Speriamo neanche a uomini...

-Al bisogno...

-Per legittima difesa.

-Certo, per legittima difesa, si intende.

-Grazie per la sua disponibilità.

-Grazie a lei per l'intervista.

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0