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Donato Carrisi: uno scrittore “famoso” con i piedi per terra

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Donato Carrisi: uno scrittore “famoso” con i piedi per terra

Se una cosa mi viene da dirvi subito su è che “non è un personaggio”. Non se la tira (come usano dire quelli dell’età di mio figlio), anzi è una persona esattamente come tutti noi. Forse lui scrive meglio di molti di noi. Forse ha venduto tantissime copie dei suoi due libri, sicuramente non si è ancora (e spero non lo farà mai) montato la testa.


 

Ieri pomeriggio, quando ha incontrato la stampa, prima della presentazione del suo secondo romanzo “Il tribunale delle Anime”, la prima cosa che ha tenuto a precisare è stata “Diamoci del tu”.  In genere, vi assicuro, tengono a precisare il contrario.

Sono stati momenti tranquilli, dove oltre alle domande e alle interviste (serissime) si sono alternate battute divertenti e simpatiche. Anche durante la presentazione del libro, organizzata in quel di Arezzo da Il Giardino delle Idee, Carrisi ha avuto modo di fare la differenza con gli altri ospiti prima di lui.

Tutta la presentazione in piedi, obbligando anche i giornalisti che lo intervistavano alla posizione eretta, con rammarico di chi aveva messo dei bei tacchi. Un discorso con il pubblico, che si è ritrovato spesso a ridere, divertito alle battute dello scrittore, anche se per definirlo tale “aspettiamo il terzo romanzo“. Un Carrisi che in alcuni momenti per rispondere alle domande ha preso strade tanto lunghe, ma mai noiose, da non accorgersi di non aver risposto minimamente alla domanda posta.

Un’intervista lontana, per certi versi, dal suo libro, del quale non ha voluto svelare quasi nulla, eludendo le domande specifiche con racconti di aneddoti divertenti legati alla stesura del testo e ad alcuni ambienti ed episodi descritti all’interno del romanzo.

E poi, come ogni volta, la cena con l’autore. Piacevole, divertente, simpatico. Curioso della cucina locale, regalandoci anche in questa occasione un momento di condivisione di punti di vista che andavano ben oltre l’essere scrittore di fama.

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