Consiglio Comunale del 28 ottobre. Le interrogazioni

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Con una specifica comunicazione in apertura dei lavori consiliari, il sindaco Alessandro Ghinelli ha ricordato la cerimonia di commemorazione dedicata al Milite Ignoto che si è tenuta in Prefettura domenica scorsa: “a coronamento della mattinata, ho consegnato al comandante dell’Istituto Geografico Militare, Pietro Tornabene, la pergamena realizzata per ricordare il conferimento da parte di Arezzo della cittadinanza onoraria all’ignoto soldato simbolo di tutti i militari italiani caduti nel corso della Grande Guerra. Ma il generale ha voluto che fosse il Comune di Arezzo a conservarla, con un gesto di grande generosità e significato. Mi sembra allora giusto appenderla nella sala di Consiglio Comunale, accanto al gonfalone, visto che la cittadinanza onoraria è stata una decisione dell’assemblea presa con una delibera approvata all’unanimità”.

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Donella Mattesini sul disagio giovanile: “sono circa 1.000 i minori aretini seguiti dai servizi di neuropsichiatria della Asl. Il disagio si manifesta in tanti modi: aumento dei casi di anoressia, di bulimia e di fenomeni di violenza fisica o psicologica come il bullismo, attacchi di ansia, auto-lesioni, per i più piccoli si aggiungono disturbi dell’apprendimento, legati in particolare a dislessia. Chiedo se l’amministrazione comunale intrattenga rapporti e un fattivo confronto con l’Ufsmia e se abbia in serbo l’approvazione di specifici progetti di sostegno per le famiglie che vivono queste difficili situazioni”.

Il vicesindaco Lucia Tanti ha replicato che ci sono tavoli di confronto continui anche per fronteggiare i problemi nuovi generati dal Covid. “Per quanto riguarda la nostra progettualità, ricordo innanzitutto l’esperienza della ludoteca riabilitativa in collaborazione con Asl e Koinè dedicata ai bambini nella fascia di età fra i 3 e i 6 anni che manifestano problematiche del tipo ricordato nell’interrogazione. È un servizio gratuito. Altra risposta importante è il doposcuola diffuso realizzato insieme alle associazioni di volontariato e agli istituti comprensivi: alla Chiassa, a Giovi, a Saione. Puntiamo molto sulla continua formazione del personale educativo e stiamo costruendo come servizio sociale progetti congiunti con l’assessorato alle politiche giovanili di Federico Scapecchi che presenteremo a breve”.

Michele Menchetti: “nel programma elettorale di Ghinelli veniva riportato l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata e si confidava molto nei cosiddetti cassonetti intelligenti in acciaio a cui abbinare le tessere magnetiche da consegnare agli utenti. A fine 2018 è stata presentata questa ‘rivoluzione del conferimento’, descritta come innovazione tecnologica da 9 milioni di euro da investire in tre anni. A oggi, tali cassonetti sono posizionati solo in parte della città, di tessere magnetiche non se ne vede traccia e alla fine possiamo semmai etichettarli come arredi di dubbio gusto. Peraltro, basta aprirne uno a caso e vi si trova di tutto. Perché le tessere ancora non sono state distribuite e non funzionano? La cifra sopra riportata corrisponde al vero e si configura come un investimento congruo visti i risultati? Non è il caso di sostituire questi cassonetti con quelli di ultima generazione in plastica riciclata?”

L’assessore Marco Saccchetti: “la scelta fatta a suo tempo non è stata certamente dettata da motivi estetici ma presa con cognizione di causa. Confidiamo in questi contenitori sia per la loro resistenza sia perché ci sembrano la modalità migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati. Intanto, il Comune non li acquista ma paga un ammortamento annuo a Sei Toscana. Il completamento dell’operazione, previsto nel 2021, ha subito un ritardo soprattutto a causa della pandemia. Abbiamo comunque già installato 280 posizioni, per una spesa di 700.000 euro annui che aumenterà a 1.300.000 quando tutte le postazioni saranno a regime. Rilevo che Sei Toscana ha pensato di utilizzare questo sistema per tutto l’ambito territoriale di sua competenza, a conferma della bontà della nostra scelta. A giugno 2021 siamo al 53% di raccolta differenziata, riconosco che ci sono alcune criticità, per questo intraprenderemo una nuova campagna informativa per spingere i cittadini a un più corretto conferimento. Conclusa l’operazione di posizionamento, confidiamo di raggiungere la soglia del 70% di differenziata. A quel punto, abiliteremo anche le tessere e i cassonetti diventeranno ad accesso puntuale. Farlo adesso, significherebbe creare cittadini di serie A e cittadini di serie B”.

Ancora Michele Menchetti ha ricordato “l’esistenza di uno strumento a portata di smartphone che favorisce l’implementazione della raccolta differenziata. Parlo di Junker, una piattaforma e un’app grazie alla quale è possibile leggere i codici a barre dei prodotti cosicché i cittadini conoscano la loro merceologia e come debbano essere correttamente conferiti. Peraltro l’app indica anche l’isola ecologica più vicina. Più di 1.000 Comuni hanno aderito a Junker, da nord a sud, la piattaforma è totalmente gratuita, chiediamo che Arezzo si aggiunga a questo già lungo elenco”.

L’assessore Marco Sacchetti si è riservato di esaminare le caratteristiche dell’applicazione insieme agli uffici: “tutto quanto è utile per raggiungere gli obiettivi prefissati merita una valutazione”.

Marco Donati ha ricordato la vicenda della cessione del lastrico solare di copertura dell’autorimessa di via Pietro Aretino. “Il progetto di giardino pensile che sembrava profilarsi rischia di essere definitivamente messo in soffitta. I residenti manifestano un disagio legittimo. Perché è stata presa questa decisione? Portare altre auto in centro non credo sia la scelta giusta, in strade peraltro già congestionate”.

“Questa è una delle tante situazioni che il Comune si trascina da decenni – ha ricordato l’assessore Francesca Lucherini – la prima convenzione tra amministrazione e privati proprietari risale al 1987 e in quel documento si parlava di verde pubblico. Questa convenzione è rimasta sulla carta e negli anni l’area ha conosciuto un progressivo abbandono, diventando tutto meno che verde pubblico ma sede di attività poco edificanti. Dal 2010 è subentrata una nuova proprietà, è stata stipulata una nuova convenzione ma anch’essa è rimasta non formalizzata: nessuno ha curato la manutenzione del lastrico solare. Questa amministrazione si è invece data come obiettivo quello di affrontare i problemi mettendoci la faccia. Così, in virtù di un progetto che ci è stato presentato, giudicato interessante, che non modifica la sagoma del garage esistente e non aumenta i volumi o le altezze, abbiamo preso una decisione. Ci sarà anche una spazio ulteriore per le auto ma la copertura prevede un rivestimento in verde. Il progetto favorirà una riqualificazione complessiva di tutto l’edificio, si pone in coerenza con i nuovi strumenti urbanistici approvati di recente e risponde all’esigenza di posti auto in centro storico”.

Ancora Marco Donati: “abbiamo letto i dati sul turismo. Non ho capito bene come vengano calcolati, da quali fonti vengano tratti, quali anni comparino. Ma il punto è questo: la Fondazione Arezzo InTour ha acquistato per 47.000 euro un programma proprio per rilevare questi flussi. Perché non viene usato? Vogliamo capire se gli aumenti delle presenze riguardano, ad esempio, l’extralberghiero o le strutture ricettive classiche. E non è l’unica spesa della fondazione che fa sorgere dubbi: cito i due programmi per la biglietteria online da 10.000 euro ciascuno, senza considerare che altre ci sfuggono. Alle fondazioni arrivano flussi di denaro sui quali i consiglieri comunali non possono esercitare controllo”.

Valentina Sileno ha ricordato come “ci sia già un direttore artistico alla Fondazione Guido D’Arezzo eppure si individua un nuovo direttore artistico per le produzioni musicali che costituisce un ulteriore impegno di spesa. A quanto corrisponde questo nuovo importo e a quale durata temporale è riferito? Il precedente incarico è confermato e con quale spesa e quanto è costato in questi anni?”

Alessandro Caneschi ha ricordato i lavori per la posa in essere della fibra ottica: “lo scavo delle strade ha comportato numerose segnalazioni di cittadini relative al mancato o non corretto ripristino della carreggiata. Gli scavi finiscono per deteriorare in alcuni casi anche i marciapiedi. Quali condizioni prevedono le autorizzazioni rilasciate dal Comune per i lavori di scavo e come intende intervenire l’amministrazione per risolvere situazioni di questo genere?”

L’assessore Alessandro Casi: “la richiesta di concessione che le ditte inoltrano prima di eseguire gli scavi indica anche la tempistica dei lavori. Il Comune rilascia ovviamente concessioni che comprendono anche le opere di ripristino. A volte queste non avvengono nei termini previsti perché i lavori si prolungano e la concessione originaria scade. A questo punto le ditte stesse richiedono una nuova concessione che riapre i tempi entro cui ripristinare”.

Giovanni Donati ha chiesto notizie sul bando relativo agli oneri di concessione secondaria, una quota dei quali viene destinata a centri di aggregazione ed edifici di culto e che “per il triennio 2018-2020 non è stato pubblicato. Tali risorse non sono state di conseguenza distribuite”.