Nel 1946 Vinse la Repubblica, ma oggi abbiamo una Monarchia…

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Dobbiamo accontentarci delle elezioni amministrative, quelle locali; perché il destino dell’Italia in generale è segnato per i decenni a venire.

E’ l’Europa il nostro destino, e poca voce abbiamo in quell’ambito. Fa sorridere oggi ricordare che solo pochi mesi fa dalle nostre parti c’era un gran fervore antieuropeo. Certo miope, figlio della voglia di abbandonare al loro destino i nostri debiti; di ricominciare da zero come se non esistessero.

Ma l’Europa ci ha svegliati da un sogno irrealizzabile che molti di noi avevano cullato. Il segnale inviatoci qualche anno addietro, con la defenestrazione di Berlusconi, non ci aveva aiutati a comprendere che nessuno di quelli che contano davvero ci avrebbe permesso di comportarci come se nulla fosse.

Quando con l’avvento del Corona Virus, l’Italia è caduta nel baratro che prima costeggiava soltanto, allora sono arrivati gli aiuti indispensabili; una trappola mortale per la nostra nazione e per gli antieuropeisti.

Non potevamo rifiutare, anzi eravamo costretti a chiedere il massimo possibile; e così abbiamo fatto, salvo ritrovarci un Re nominato dalla UE; un Re del quale noi “democratici” non ci libereremo facilmente prima di aver ottemperato agli ordini stringenti provenienti (tramite suo) da Bruxelles.

Senza di lui non ci sarebbe stato concesso di utilizzare questi aiuti, e anche con lui dovremo dimostrare di essere buoni sudditi; tutto men che liberi.

Non c’è alcun partito che possiamo votare in grado di toglierci da questo capestro. Siamo lì a far finta di avere scelta e non l’abbiamo.

Va detto che l’Europa ha dimostrato di essere molto utile, per noi indispensabile, proprio quando la nostra fiducia in quell’istituzione vacillava come non mai.

Oggi siamo a chiedere un esercito e politica estera comune perché è l’unica strada che abbiamo per contare di più nel mondo, quel mondo in cui possiamo essere ormai solo Europa.

Così dopo 75 anni da quando abbiamo votato per la Repubblica siamo tornati alla monarchia, che ci piaccia o meno. E durerà a lungo, fino a che non avremo permesso a Germania e Francia, ma non solo, di incassare i loro crediti…

Chi pensa a Draghi Presidente della Repubblica si sbaglia, perché sarà l’Europa a decidere. e non chi salirà al colle dopo Mattarella, ma chi continuerà a fare il Presidente del Consiglio. Di certo non voteremo prima del 2023, e anche allora sarà solo un’illusione di libertà democratica.

Prendere atto della situazione ci aiuterà a comprendere meglio i passaggi prossimi venturi e a non stupirci più di tanto quando saremo trattati da mezzadri.

Spiace molto per le giovani generazioni, che di colpe ne hanno davvero poche, ma non siamo riusciti a portare avanti l’amata (?) Repubblica Italiana oltre il 2020. Chissà se il nostro futuro a medio termine saranno gli Stati Uniti d’Europa, ma tutto va in quella direzione. Possiamo solo sperare che una piccola Italia possa far parte di una grande Europa.