Campi solari: “quando la semplificazione nasconde ingiustizia e diseguaglianza”

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Dichiarazione del gruppo consiliare Pd
Il vicesindaco Lucia Tanti ha annunciato che il Comune ha investito 200.000 euro sui campi solari e che già 10.000 buoni sono stati assegnati. Occorre precisare che 150 euro equivalgono a 15 giorni di campi solari. Ma come sono stati assegnati? Senza nessun riferimento al reddito familiare: 150 euro alla famiglia di chi non ha lavoro o è in cassa integrazione, così come a quelle che hanno redditi ben più elevati. Eppure la nostra Costituzione parla di “progressività fiscale”.

Inoltre c’è totale assenza di criteri trasparenti e di precedenza che tengano conto delle situazioni familiari, come ad esempio famiglie mononucleari, monoreddito, con il risultato che chi prima arriva, prima alloggia. Le parole “diseguaglianza sociale” non sembrano essere né conosciute dall’amministrazione Ghinelli né tanto meno un problema da affrontare.

Evidenziamo inoltre che tali attività riguardano solo i bambini dai 3 ai 14 anni. E i bambini sotto i 3 anni? Oltre ai campi solari c’è “Giocoquando”, il prolungamento del servizio di nidi e materne. Anche qui ci sono criteri di accesso discutibili. Ne citiamo due: possono partecipare i genitori che non usufruiscono delle ferie nel periodo interessato e i genitori che non siano in smart working. Sullo smart working, l’amministrazione ha quindi reso evidente la scarsa considerazione dello stesso e di chi lo fa. Noi diciamo con nettezza che lo smart working non può essere considerato un’attività che si inframmezza tra pannolini da cambiare, tempo di gioco, relazione con i bambini, pranzo da preparare. Si tratta di lavoro.

Inoltre il lockdown ha reso evidente come nelle famiglie con figli a carico si siano create situazioni pesantissimi rispetto ai carichi familiari sia dal punto di vista organizzativo, che educativo ed emotivo. Abbiamo letto e sentito da più parti che la la commistione tra lavoro e cura della famiglia abbia pesato gravemente sulle famiglie ma soprattutto sulle donne. Colpisce ancor di più che a non tenere conto di questo sia un’amministratore donna.