L’imprenditoria secondo Mazzetti

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Agorà (ora Reses, ma sempre Agorà per noi storici conoscitori di quel sistema ingarbugliato e truffaldino) la quale ha un passato da coop, poi da consorzio di coop (da aprire e chiudere come scatolette di tonno) fino a un cambio di nome radicale deciso così, per confondere un po’ le acque, è la creatura di Mazzetti, che l’ha fondata e cresciuta con l’aiuto di qualche braccio particolarmente votato al raggiro.

Oggi lo stesso Mazzetti dice che la coop – consorzio ha rubato 25 milioni di euro alla comunità per riuscire a mantenere i dipendenti/soci e un discreto livello di servizi assistenziali.

Bene, ma noi non abbiamo l’anello al naso e se pure fosse vero che Mazzetti non si è arricchito, lo è pur sempre il fatto che ha vissuto agiatamente (quando la salute lo ha assistito) alle spalle di tutti noi.

Prendere appalti praticando prezzi insostenibili per chi paga IVA e contributi è comunque una scorrettezza grave, anche perché poi comporta il dover sottrarre per mantenere la baracca.

Caro Mazzetti, non hai giustificazioni, i nodi sono venuti al pettine e devi fartene una ragione.

Speriamo che qualcuno rilevi e porti avanti i servizi, auspicando che si riesca a mantenere il livello di occupazione attuale.