La politica secondo Ghinelli

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Secondo Alessandro Ghinelli quando chiedeva che venisse rispettato l’impegno di far avere un prestito di 200000 euro (al consigliere Bardelli, portatore di voti in quota dei “fascisti del terzo millennio”) in cambio di una poltrona alla multiservizi; quando c’era da convincere la Popolare di Vicenza (grazie all’intervento di Olivetti Rason) a dare via libera per la nomina di Staderini a presidente della COINGAS (ma non era inutile e andava chiusa?); quando si prendeva per buono qualsiasi parere legale che permettesse di nominare Presidente di ESTRA Francesco Macrì per levarselo dai coglioni e metterlo dove li avrebbe rotti di meno (e ti credo, con più di 100000 euro l’anno…); quando si asseriva che i sindaci revisori nominati (!) dovessero “credere agli asini che volano” se a loro fossero stati indicati dal comune di Arezzo; quando sono state affidate consulenze “fittizie” allo studio Rason per apparire di più (il sindaco Ghinelli, secondo Staderini) su La Nazione e diventare più facilmente Governatore della Toscana grazie ai buoni uffici massonici di Olivetti Rason, in realtà si faceva semplicemente politica.

E’ probabile che sia vero e che alla fine non si ravvisino reati in certi comportamenti (be’, se fosse dimostrato che le consulenze sono effettivamente fasulle…).

Bene, è però possibile scrivere che una politica così fa schifo e sottrae soldi alla comunità?

Gli aretini questo l’hanno di certo compreso, ma nonostante ciò hanno rieletto Ghinelli (quello che non voleva più fare il sindaco, ma il governatore della Toscana) per un secondo mandato.

Cosa significa questo? Semplicemente che l’etica e i buoni comportamenti in genere non sono più richiesti.

Avverto un senso di nausea difficile da eliminare…

Qualcuno potrà anche dire che la politica è tutta così e che c’è poco da stupirsi. E’ probabile, ma qui siamo in tribunale, non a chiacchierare per strada. Veder giustificare certi comportamenti con un: “è la politica, cari miei…” fa ribrezzo, e voglio scriverlo.