Cencio disse mal di straccio. Bassezze nelle partecipate aretine.

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Dalle pagine del quotidiano “la nazione”, veniamo informati che ad un certo punto del suo mandato quale presidente di Coingas, Staderini, il braccio destro della campagna elettorale del sindaco Ghinelli, intuì una dote di preveggenza da parte di Francesco Macrì, presidente di Estra, che in alternativa poteva indicare la presenza di microspie nell’ufficio della partecipata aretina.
Sempre stando alle dichiarazioni fornite alla Digos da Staderini, egli dice che effettivamente una microspia fu rinvenuta, e che questo poteva giustificare le situazioni ove si era visto anticipare il contenuto di certe conversazioni. Ma dalle intercettazioni che la stessa Digos aveva in corso pare che questi avesse intenzione di fare la stessa cosa con il suo successore in Coingas, Franco Scortecci (noto ai più come “l’immortale” dopo il cappottamento plurimo avvenuto mesi or sono); piazzando ben due cimici, in ufficio e in auto.
Pare la cosa non sia andata in porto per le difficoltà che l’esecutore aveva nell’individuare l’ufficio di Scortecci (esticazzi: ce n’è uno solo) e la sua automobile (per cui sarebbe stata necessaria una spia in carne ed ossa a indicargliela); siamo già scesi nel settore dell’operetta, ma una domanda sorge spontanea: Staderini vale la metà di Scortecci? Forse Scortecci vale il doppio di Staderini, certo noi aretini si vale meno di uncazzonulla. Tanto per rimanere nell’ambito dialettale che in ambito di verbali costringe all’utilizzo della traduzione, direi utilizzando il libro sul dialetto aretino opera del compianto Basi.