Assoluzione dei vertici di Banca Etruria: il commento di Federconsumatori

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E’ buona norma non commentare le sentenze. Però, se i commenti ad una sentenza di assoluzione vengono fatti dai difensori degli imputati che a loro dire hanno avuto soddisfazione dal giudizio, allora è legittimo che anche chi da sempre ha difeso i risparmiatori, faccia il suo commento.

Ci riferiamo all’assoluzione decretata dal Tribunale di Arezzo nel processo per “Falso in prospetto” a carico dell’ex presidente del C.d.A. di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, del direttore generale Luca Bronchi e del dirigente Davide Canestri.

Scatena rabbia nei risparmiatori sentir cantare vittoria per una decisione del Tribunale che fa leva sul fatto che per due emissioni dei prospetti informativi relativi alle obbligazioni subordinate collocate nel 2013 è intervenuta la prescrizione per decadenza dei termini. In Italia, purtroppo, può accadere anche questo; tirarla per le lunghe paga, ma non rende giustizia per chi subisce le conseguenze di certi comportamenti.

Quanto alla sentenza di assoluzione decretata dal Giudice per il prospetto informativo della terza emissione delle obbligazioni subordinate, le conclusioni che sono state tratte risultano poco comprensibili se confrontate con le decisioni prese da CONSOB in data 12.07.2017 che, con delibere n. 20006, 20068, 20067, 20069 ha sanzionato 17 esponenti aziendali della Banca per violazione degli articoli 21, 94, 114, 115 del TUF.

I sanzionati di allora, non devono cantar vittoria se poi quelle sanzioni sono state annullate dalla Corte di Appello di Firenze perché comminate da CONSOB fuori dai termini di decadenza, perché i fatti restano e i fatti sono quelli accertati dagli ispettori nel periodo del crack della Banca.

E’ una questione sulla quale ci preme insistere: occorre rileggere la lunga relazione presentata da CONSOB in data 14.12.2017 alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sul sistema Bancario e Finanziario durante l’audizione del Vice Direttore Generale, e in particolare ciò che CONSOB afferma a proposito delle vicende di Banca Etruria, delle visite ispettive, delle prescrizioni fatte dalla Banca d’Italia e, in particolare, ciò che viene affermato sul contenuto della documentazione pubblicata da BPEL relativa all’offerta di prestiti obbligazionari nel periodo compreso tra il 31 Luglio 2012 e il 12 Giugno 2014 per capire, quanto il comportamento della Banca e dei suoi principali dirigenti sia stato omissivo e fuorviante tanto da indurre i risparmiatori a consegnare i propri risparmi ad una Banca ormai decotta.

Se questi fatti vengono descritti e presentati in maniera circostanziata dall’Organo di Controllo per le Società e la Borsa alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta che indaga sul sistema Bancario Italiano, si può anche essere assolti per decadenza dei termini in un processo intentato per Falso in prospetto, ma i fatti restano; e nel merito sono descritti nella relazione consegnata alla Commissione d’inchiesta.

Per Federconsumatori Arezzo quindi, a prescindere da quanto sentenziato dal Tribunale, ciò che CONSOB afferma suona come pesante giudizio sui comportamenti dei massimi dirigenti di Banca Etruria e sarebbe stato auspicabile un diverso orientamento della magistratura aretina.