Giorgianni non ci sta: incomprensibili le assoluzioni per falso in prospetto

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Lascia senza parole l’assoluzione del giudice Stefano Cascone del Tribunale di Arezzo nei confronti degli ex amministratori di Banca Etruria dal reato di falso in prospetto. L’accusa aveva chiesto per tutti condanne a un anno e mezzo: gli ex manager erano infatti accusati di avere fornito ai risparmiatori informazioni non corrette riguardanti la vendita di obbligazioni di Banca Etruria. Sappiamo bene infatti  che nei prospetti dei nostri associati non erano affatto chiare le condizioni di crisi in cui la banca versava e non era neppure specificato il grado di rischio delle obbligazioni. Aspettiamo quindi di leggere le motivazioni visto che ci appare di difficile lettura il fatto che ci sia stata  prescrizione (e non assoluzione) per le prime due emissioni di obbligazioni subordinate mentre per la terza c’è stata l’assoluzione. Prescrizione vuol dire che il magistrato non ha potuto esprimersi per l’assoluzione, che c’erano elementi tali da far ritenere che nel caso il reato non fosse stato dichiarato estinto, ci sarebbero stato dubbi in favore della condanna.

Questi risparmiatori, grazie anche all’azione difensiva dell’Associazione Vittime del Salvabanche sono stati alla fine rimborsati, segno evidente che si è ritenuta valida l’ipotesi di una truffa al momento dell’acquisto di questi prodotti. Come è possibile che lo Stato decida di rimborsare gli imbrogliati, ma che non si condannino gli imbroglioni?