Sindaco e vicesindaco chiedono al direttore generale della Asl un incontro sull’Hospice

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Ghinelli e Tanti: “è giunto il momento del ‘quando’. La città si è già espressa, in un clima proficuo di condivisione politica, con una sola voce”
“Il percorso viene da lontano, si è articolato su più livelli con mozioni in Consiglio Regionale e atti di indirizzo in Consiglio Comunale e si è trasformato in una battaglia dell’intera città. È giunto il momento di chiudere la ‘partita’ Hospice con parole chiare non tanto sul se ma sul quando e sul dove”.

Commentano così il sindaco Alessandro Ghinelli e il vicesindaco Lucia Tanti l’incontro previsto per lunedì 10 maggio alle 15,30 in videoconferenza con il direttore generale della Asl Toscana sud est Antonio D’Urso avente a oggetto proprio l’Hospice e la sua sede.

“Abbiamo inviato una lettera a D’Urso – proseguono Ghinelli e Tanti – perché crediamo sia necessario tracciare una linea di azione che stabilisca definitivamente tempi e risorse, anche perché al momento non ci pare di vedere negli impegni di bilancio dell’azienda il relativo investimento. Arezzo si è già espressa. Abbiamo mantenuto un atteggiamento di comprensione quando l’Hospice, lo scorso anno, è stato spostato per la prima volta. La pandemia richiedeva la riorganizzazione e ricollocazione di alcuni servizi sanitari, per cui abbiamo colto la necessità dell’azienda di procedere in tal senso. Con il tempo, tuttavia, l’Hospice, che eroga un servizio delicatissimo non solo da un punto di vista sanitario ma anche etico e umanamente sensibile, si è trasformato in una struttura itinerante che svilisce perfino la sua stessa dignità.

La politica si è attivata e con soddisfazione possiamo rilevare di essere giunti a una linea condivisa: in Consiglio Comunale è stato approvato un atto di indirizzo della Lega sulla cosiddetta Cittadella della Salute ed è in procinto di essere approvato sempre in quella sede l’atto a prima firma di Angiolo Agnolucci della Lista Ralli, di cui condividiamo l’appello e il carattere non divisivo, che conferma l’Hospice come uno dei cardini di questo complesso.

Dunque, l’Hospice dovrà essere nelle palazzine della Asl al Pionta. Primo perché il loro recupero significa restituire decoro non solo a quella zona ma all’intera città. Secondo perché si tratta di un’ubicazione prossima all’ospedale, l’unica soluzione possibile in termini di efficienza e risposta concreta ai bisogni.

Consideriamo tale incontro con D’Urso come l’apertura di un tavolo permanente, che terremo aperto finché non verrà posta la prima pietra. Un tavolo all’insegna della concordia politica che prima citavamo. Come dimostra l’invito a partecipare alla riunione online con D’Urso esteso ai capigruppo consiliari, ai consiglieri regionali, ai consiglieri provinciali, ai sindacati senza distinzione alcuna. Su questo tema, decisivo per le sorti dei servizi sanitari di Arezzo, la città parla con una voce sola e siamo noi a definire il luogo d’incontro a nome di tutti. Sappiamo che sul tema vi è anche la giusta e legittima attenzione da parte dell’arcivescovo che rafforza oltremodo l’unitarietà di questo percorso”.