Retrocessi meritatamente

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di Paolo Casalini

E’ passato meno di un anno da quando su tutti i media leggemmo queste parole:  “La nostra missione è quella di sostenere la squadra della città perseguendo, sostenibilità, trasparenza ed eticità. Per questo il nostro impegno convinto è rivolto al presente, ma soprattutto al futuro […]. All’amministratore unico Giorgio La Cava, chiediamo di non ripercorrere gli errori del recente passato. La piazza aretina merita spiegazioni sulla gestione economica, sulla rosa infinita che ad un certo punto di questo percorso si è creata, sul ruolo dell’ex direttore generale, sulla gestione del settore giovanile e sugli investimenti, che in questo ambito, erano stati annunciati da Il Melograno”.

Nemmeno un anno dopo, ci ritroviamo invece spese assurde difficilmente sostenibili, un monte ingaggi tra i più alti della categoria, tre allenatori, due DS, due presidenti, quasi due direttori generali e mezzo, ex bolliti inutilmente strapagati e liquidati poco prima che venisse rescisso il contratto di diritto, una girandola di giocatori del tutto inutile e soprattutto ci ritroviamo retrocessi in serie D, dopo un campionato umiliante come mai nei quasi 100 anni di storia amaranto. Chi si credeva un genio della amministrazione, chi si lamentava della poca sostenibilità delle precednti gestioni, ci ha infine condotti ad una spesa doppia o forse più e alla retrocessione tra i dilettanti: veramente geniale!

Segno questo che ciascuno prima di salire in cattedra, dovrebbe imparare prima di tutto a capire i propri limiti, le proprie capacità, per non esser derisi attraverso un antico proverbio latino: Chi non sa insegna!

Certo che con l’Arezzo retrocesso in D, per la società potrebbe esserci il vero affare. Decadono tutti i contratti pluriennali a cifre pazzesche in Lega Pro, è quindi possibile ripartire da zero! Ed è’ questo il pensiero di tanti calciatori pensionati che hanno accettato l’Arezzo convinti di avere fatto Bingo!

Non servono solo Stellone o Camplone, che hanno comunque dato l’impressione di aver fatto comunella con i giocatori, in particolare con i vecchi bolliti..

Forse oggi bisognerebbe ricordare, a proposito di Stellone, che era stato esonerato ad Ascoli solo dopo 5 partite: solo sconfitte e nessuna vittoria. I media (pilotati) hanno messo in grande risalto Frosinone, ma li c’era una società ed un DS vero come Salvini alle spalle.

Questo è’ il risultato di ciò che ha voluto (purtroppo è triste dirlo) la città di Arezzo.

Una commistione tra interessi economici, di bottega e politici con la collaborazione anche degli stessi utenti, ovvero i tifosi e addirittura di parte della curva (che vorrebbe dare ordini su chi deve giocare oppure no o che impone la maglia diversa).

E’ del tutto evidente che la società non ha avuto dirigenti all’altezza. Non hanno saputo gestire la squadra (non servono solo i soldi): occorrono competenza, esperienza, psicologia nel gestire un gruppo eterogeneo, spesso troppo numeroso, animato soprattutto da interessi economici (vedere entità è durata di contratti monstre per la categoria), capetti che condizionano sia lo spogliatoio che le scelte di società ed allenatore.

Purtroppo la nuova Società è stata mal consigliata dall’inizio, soprattutto da chi ha fatto liste bulgare di proscrizione di chi non doveva farne parte. A cominciare dai giocatori della passata stagione: dopo aver deciso di smembrare il collettivo che 12 mesi fa ci aveva portato ai play off, si è deciso di sostituirli con dei brocchi pescati dalla serie D, con un allenatore che era stato esonerato anche dai dilettanti e due portieri che non facevan per uno!

La società è soprattutto colpevole di aver peccato di ingenuità, colpa grave per un imprenditore, ovvero aver fatto continuare a gestire le cose a chi non ne aveva la competenza. Lo sfascio è’ sotto gli occhi di tutti, con l’ammuina di molti, troppi media accondiscendenti.

Veramente un peccato.

Chissà quando ritorneranno Roma, Fiorentina, Empoli a giocare amichevoli gratis ad Arezzo. E quando mai ci saranno altri squadroni che ci offriranno i loro migliori giovani, pagandoci pure sopra fior di quattrini?