Bloccata l’autostrada A1 tra Arezzo e Firenze al grido di “dignità e libertà”.

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Vicino all’uscita del casello di Incisa il traffico è fermo in entrambe le direzioni, sia per Roma che per Bologna. A invadere l’autostrada un centinaio di persone. Sul luogo sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale ed il personale della Direzione 4° Tronco di Firenze di Autostrade per l’Italia.

Uno dei manifestanti è stato investito da un’auto. L’uomo era tra i manifestanti ma una vettura ha tirato dritto urtandolo, per poi allontanarsi: il manifestante è caduto e si sarebbe fatto male a una spalla.

Il manifestante è un ristoratore emiliano. L’automobilista è poi stato stato fermato e identificato. A rintracciarlo, all’altezza del casello di Barberino del Mugello una pattuglia della polizia stradale di Firenze Nord.

In seguito alla manifestazione di Tni Italia sull’A1 Autostrade comunica che tra le province di Firenze e Arezzo è stata disposta la chiusura dei tratti Firenze sud-Incisa verso Roma e Valdarno-Incisa verso Bologna. All’interno dei tratti chiusi, il traffico è bloccato «e ci sono 6 km di coda verso Roma e 5 km verso Bologna». Chi è in viaggio verso Roma, si spiega, «deve uscire a Firenze sud dove si registra 1 km di coda e può rientrare in autostrada a Valdarno dopo aver percorso la viabilità ordinaria mentre chi è diretto a Bologna deve uscire a Valdarno dove si registrano 2 km di coda e può rientrare in A1 ad Incisa. Per le lunghe percorrenze si consiglia di uscire a Firenze Impruneta, seguire indicazioni per Siena, percorrere il raccordo Siena-Bettolle SS326 con rientro in A1 a Valdichiana; percorso inverso per chi viaggia verso Bologna. Sul posto sono presenti il personale di Autostrade per l’Italia e la Polizia Stradale».

«Non ne possiamo veramente più , dovete farci riaprire, perché veramente questo è un disegno criminale per far saltare la spina dorsale delle partite Iva italiane. Non è vero che siamo evasori, perché noi siamo la dorsale dell’Italia».

“Siamo stati costretti, siamo alla disperazione”, dicono alcuni ristoratori prendendo la parola in un video che sta trasmettendo dalla protesta il presidente di Tni, il ristoratore fiorentino Pasquale Naccari. “Noi vorremmo aprire in sicurezza, stare tranquilli, rispettare i protocolli”, ma il “coprifuoco non ci può permettere di riaprire. Come si fa, la gente a che ora dovrebbe venire a cenare? E come si fa a riaprire dovendo rispettare i protocolli assurdi solo all’esterno. E chi non ha spazi organizzati all’esterno, come fa?”. E ancora: “Come si fa ad aprire all’esterno se alle 19 fa già un freddo della miseria? Ci state rovinando”, dice un altro ristoratore.