Sindaci e vaccini. Voci di città e considerazioni.

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Premetto che, in momenti come quelli gli attuali, l’efficienza della catena di comando mi pare fondamentale. Tutte le maggiori cariche istituzionali (in grandissima maggioranza elettive) dovrebbero avere già compiuto da tempo una vaccinazione, senza infingimenti postumi. Questo vale pure per i sindaci: nessuna comunità può permettersi di avere i propri vertici istituzionali messi in crisi dal Covid. Insomma io avrei già vaccinato alcune migliaia di persone la cui mancanza anche temporanea potrebbe arrecare gravi difficoltà. In città gira voce che il mio sindaco ingegnere è tornato negli Stati Uniti per fare il richiamo del vaccino. In punta di piedi, nonostante avesse già detto di avere sbagliato ad assentarsi per una mesata senza darne notizia, penso ai più superficiali o distratti cittadini che sono ingannati dall’ambientazione delle sue dirette condotte dalla California. Ma perché non smette di nascondersi dietro un dito? Torni, il suo posto è qui, e magari dica che si è vaccinato: non ripeta la figuraccia che ho già fatto coi fiori d’arancio. Insomma, smetta di far ridere i polli: la culla di Giorgio Vasari merita un assessore alla cultura più attento a resa del colore, nitidezza, sfumatura dei contorni (mi riferisco a certe qualità dei suoi collegamenti ).