Il vicesindaco Lucia Tanti: “focus scuola in tutta Italia e piazze gratuite per i test: prevenzione, controlli e scelte forti per evitare la zona rossa”

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“Giorni decisivi: Arezzo ed empolese sorvegliati speciali. È tempo di responsabilità e non delle polemiche strumentali”
“Dopo avere preso atto della solita ridda di polemiche e critiche di mero contenuto politico, giusto per tenere un atteggiamento pregiudiziale contro questa amministrazione, mi piacerebbe sviluppare un ragionamento su due temi importanti partendo dai dati oggettivi e dai provvedimenti regionali: i test sierologici e la chiusura, non delle scuole giusto per precisare, ma dell’attività didattica in presenza.

Partiamo dal primo punto: con la delibera numero 61 del primo febbraio scorso la Regione Toscana ha deliberato le linee di indirizzo per massimizzare le azioni di prevenzione con l’utilizzo, guarda caso, dei test rapidi e sierologici, affidati anche a soggetti privati come le farmacie. La definirei una bella notizia, nonché un provvedimento sollecitato dal sindaco Alessandro Ghinelli già dal mese di novembre. Per noi la prevenzione è strategica e siamo veramente soddisfatti di questa delibera che conferma la bontà di attivare, accanto al rapido, anche il test sierologico, quello da noi incentivato fin dall’autunno scorso. Restando sempre sintonizzati sulla linea dell’operatività, metteremo adesso a disposizione il suolo pubblico per installare le strutture adatte ai test nonché l’utilizzo gratuito dell’allaccio alla rete comunale per quanto concerne il consumo di elettricità.

Capitolo scuole: con la presa di posizione del presidente della Regione Veneto, che segue quelle di Emilia Romagna, Campania e Calabria, abbiamo un quadro completo, politicamente e geograficamente, delle regioni italiane che, basandosi su dati oggettivi, indispensabili per un’analisi trasversale, sostengono la necessità di prendere provvedimenti che coinvolgano le scuole per fermare la diffusione del virus. Se si adotta un’ordinanza come quella del sindaco Ghinelli del 27 febbraio, quindi, non lo si fa a cuor leggero. Anzi. La si prende solo perché ci sono indicazioni scientifiche e sanitarie che impongono di mettere in sicurezza i ragazzi e le loro famiglie. Ricordo che dal 21 al 28 febbraio Arezzo ha avuto 367 nuovi contagi e il comitato tecnico-scientifico indica in 250 il tetto oltre il quale valutare con urgenza l’interruzione della didattica in presenza. Avevamo dunque superato di gran lunga la soglia. Sono giorni decisivi per evitare di diventare zona rossa anche qualora la Toscana resti arancione: da qui le scelte rapide e robuste per evitarlo”.