Donne, finocchi, lesbiche e compagnia cantante. Discriminati, discriminanti e discriminazioni

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Ancora è scabrosamente diffusa anche in Italia la discriminazione e l’offesa nei confronti di quel vasto mondo LG..  che, vado a naso, conta un dieci percento fra noi (anche fosse la metà sarebbero milioni). Quelli che si macchiano di offese e gesti contro loro non sono meglio, si mettono al livello dei gruppi etnici immigrati che non accettano quegli stessi stili di vita, nei loro paesi d’origine c’è morte per lapidazione (che se già non sembrasse da fori de capoccia, è una morte delle più crudeli). Imporrei la adesione ai valori costituzionali italiani, oltre che la conoscenza di lingua e buone maniere, prerequisito per il conferimento della cittadinanza.
Tempo fa vidi un film Usa ove la madre di un-una drag queen entrava a contatto con quell’ambiente alla morte del figlio. Parlo della rappresentazione filmica, da qui la parola “ambiente”, dove le madri sarebbero in difficoltà. Per la mia conoscenza, le madri non si schifano delle loro creature neanche quando queste fanno scelte estreme. Si raffreddano casomai (e me ne dispiaccio se accade), si sentono spesso escluse o inadeguate ad affrontare le difficoltà che offre la vita in una minoranza simile. Anche io creo difficoltà, pur confidando di non essere discriminatorio, continuo a usare termini che forse non piacciono loro; serviranno decenni o secoli per tornare alla indifferenza sulle pulsioni sessuali che certa umanità ha conosciuto nel passato, sarebbe un grandissimo successo se la mia generazione sbagliasse solo le definizioni; credo che tanti adoperino le mani o peggio. Sono decenni che combattiamo col diritto ad aborto o divorzio, immagino essi-esse potrebbero accettare il conseguimento scaglionato di taluni traguardi in un mezzo secolo se il cammino non conoscesse marcie indietro o vittime. Anche perchè esistono aspetti introdotti dal progresso medico, tipo maternità, dove non è così facile trovare la misura. Almeno per me. Senza farmi condizionare da pressioni religiose, ma ovvio che per qualcuno queste costituiscono la via maestra.
Ad un pride aretino mi colpì vedere l’atteggiamento non contestatorio di spettatori in avanti cogli anni. Forse qualcuno pensava al futuro dei loro nipoti, vedendo in quella folla variopinta “l’ambiente” dei loro pulcini; forse altri ripensavano a finocchi o lesbiche conosciute nel corso d’una vita, persone anche meglio di quelle “normali”; vedevo curiosità, non odio. Vorrei vedere la politica, quella alta, iniziare a esaminarne senza ideologie le questioni. Come vorrei una reale tutela per le donne che vivono nella paura dell’ex compagno. Perchè ogni vittima è un sconfitta della nostra società.
Per qualcuno è più facile cavalcare che affrontare, propaganda elettorale e non diritti (e tutele, se servono).
Quando si parla del mondo femminile, si dimentica sempre il contributo che loro danno, non inferiore a quello maschile. E chi non offre opportunità e uguaglianza se ne priva (mi riferisco al mondo islamico ortodosso e simili). Io ho avuto la fortuna di aver avuto due boss femmina nel mondo degli affari, spero di aver appreso abbastanza da loro.
E da qualche parte, in un libro, si sostiene l’inferiorità del gentil sesso. Mah!!!! Colla festicciola dell’8 marzo pensano d’aver risolto?