Ci vorrebbe l’antidoto contro le corporazioni, retaggio di una Italia un po’ fascista e un po’ magnona, ma il piano vaccinale italiano è da decerebrati

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Si è cominciato giustamente a preoccuparsi per coloro che sono realmente esposti ogni giorno al rischio: i medici di prima linea al Covid. Tra questi inserisco a pieno titolo i medici di famiglia. Poi non potendo fare distinzioni, si sono aggiunti tutti gli addetti al settore di qualunque reparto fossero, oculisti, dermatologi, otorini, ortorpedici e compagnia cantante. Assieme a loro anche il personale infermieristico e assistenziale.

In Italia ci dice il ministero, tra pubblico e privato gli addetti al settore sono 650.000 oltre gli OSS che sono circa 300.000. Poi si è pensato al personale delle RSA, circa 250.000. Poi a tutti coloro che di riffa e di raffa hanno a che vedere con la sanità: geometri, ragionieri, muratori, ingegneri, architetti, commercialisti, contabili di ogni specie. Infine gli studenti specializzandi in materie sanitarie. Totale: 2.500.000 di vaccini. Di cui quasi 400.000 a ragazzi poco piu’ che ventenni.

A quel punto è iniziato il tiro alla fune: in prima linea i magistrati, che dall’alto dei loro scranni hanno subito sparato la loro perentoria richiesta a palle incatenate (speriamo si limitino alle palle): il vaccino ci tocca… di diritto!

A ruota sono arrivati anche i giornalisti. E poi i lavoratori del turismo, che prendono a modello Kastellorizo, l’isola greca del film Mediterraneo, che ha vaccinato tutti gli abitanti per proporsi come metà Covid free. E ancora i commercianti e soprattutto i ristoratori, forse il settore più colpito dalle conseguenze economiche della pandemia. A seguire avvocati, notai e infine i dipendenti pubblici.

L’apoteosi ce la racconta la Nazione di Pisa, dove Pd e M5S chiedono di estendere la campagna di vaccinazione, che in Toscana ha privilegiato e vaccinato gli avvocati under 55, anche ai precari della giustizia: i giovani neolaureati praticanti di studio.

Il presidente dell’Adepp, l’associazione degli enti previdenziali privati ha tuonato: «Ci sono professionisti che rischiano perfino la destituzione se abbandonano la loro sede di lavoro, eppure attualmente non hanno alcune priorità». L’associazione ricorda che i «professionisti iscritti agli ordini svolgono funzioni di rilevanza pubblica e sociale» e per questo chiede un «canale preferenziale per la somministrazione del vaccino al pari di altre categorie considerate a rischio».

Tutti vorrebbero la priorità nelle vaccinazioni anti Covid. Mentre le dosi scarseggiano e gli anziani ancora aspettano e continuano a morire come mosche e mentre le regioni svolazzano di piano in piano in totale autonomia, privilegiando a loro insindacabile giudizio ove questo e ove quello, ora qui e ora là.

Si finisce così per vaccinare ragazzi poco più che ventenni, per cui il Covid sarebbe meno di una banale influenza, mentre i loro nonni sopravvivono a malapena, intubati nei reparti di rianimazione per poi morire in solitudine e finire il loro viaggio in questa valle di lacrime, in un forno crematorio.

Posso dire che mi fa schifo questo modo di pensare o rischio di offendere qualcuno?