Contro Pavanel parte il terzo Arezzo della stagione

0

Ad Arezzo una società calcistica fino a oggi evidentemente dilettantesca, ha sperperato soldi come non mai (si parla di oltre sei milioni di euro di monte ingaggi, più gli acquisti) per finanziare una squadra da ultimo posto in serie C. Ha sbagliato la scelta del direttore generale, di quello sportivo e dell’allenatore; di conseguenza dei calciatori.

La nuova società (è arrivata ad agosto 2020) ha pensato che con calciatori dilettanti, neanche troppo bravi in serie D, si potesse allestire una squadra competitiva tra i professionisti.

Poi si è accorta che così non poteva essere e ha cercato di correre ai ripari assoldando un DS nuovo, un allenatore vero (Camplone) e alcuni calciatori svincolati (era l’unica possibilità) per rimettere in carreggiata la squadra. Ma i risultati non sono cambiati e in un intero girone di andata l’Arezzo ha totalizzato appena 10 punti.

Certo, il Covid 19 ha invaso lo spogliatoio sospendendo l’attività e poi l’Arezzo ha dovuto recuperare partite giocando due volte a settimana, ma 10 punti sono comunque una miseria e allora anche il secondo allenatore, che ha contribuito tecnicamente a mettere in piedi quella che può essere considerata la seconda squadra, ha avuto una sola vera occasione per farla giocare al completo, forzando le cose tanto da mettere a repentaglio la salute atletica degli ultimi arrivati.

Ha perso nettamente anche in quel caso (0-2 contro il Cesena) e allora è stato esonerato; qualcuno dice tardivamente, altri troppo presto, ma di fatto le condizioni si erano create.

Ora è arrivato Stellone, un allenatore da alta serie B al quale è stato promesso (per scritto) un contratto pluriennale in caso di salvezza.

La squadra attuale, considerando i singoli elementi, è certamente da alta classifica in serie C, quindi Stellone si sbilancia nel dire che la missione salvezza non è improba, ma possibile.

Certo, è triste veder sperperare così tanti soldi per incapacità; è triste soprattutto se si pensa che con budget infinitamente inferiori Ermanno Pieroni aveva garantito campionati assai dignitosi. Lo stesso Pieroni è stato defenestrato con disonore (non si sa bene perché) da Orgoglio Amaranto, l’associazione di tifosi amaranto “garante” della nuova proprietà.

Ma questo è il passato, ora c’è da augurarsi che finalmente, dopo sei mesi di fallimenti, sia stata imboccata la giusta strada, anche perché non c’è più tempo e se così non sarà si rischierà seriamente di scendere tra i dilettanti, girone dantesco dal quale è quasi impossibile uscire per tornare tra i professionisti.

Sabato prossimo (ore 15,00 stadio Città di Arezzo) l’Arezzo affronterà l’allenatore dell’ultima miracolosa salvezza, quel Pavanel che allena la Feralpi Salò e a cui i tifosi amaranto sono ancora legati. Occorre sconfiggerlo, per intraprendere un cammino nuovo.