Cashback e disabilità. A me me pare ‘na “stronzata”, anzi due.

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Alcuni lettori forse saranno contenti, a giorni le restituzioni del 10% in base al programma cash back. Una iniziativa di questo governo per cui sono stati stanziati 1,5 miliardi nell’anno 2021 e 3 miliardi nell’anno 2022. Con l’obiettivo di far utilizzare la moneta elettronica quale strumento per la riduzione della evasione fiscale, alcuni italiani potranno partecipare alla lotteria dello scontrino (quando verrà attivata) e magari rientrare fra quei 100.000 utilizzatori che avranno € 1.500 di premio. Molti si sono concentrati più sulle difficoltà di utilizzo della piattaforma informatica che sulle modalità con le quali si misureranno i benefici derivanti. Perché ovviamente vi dovrebbe essere riduzione dell’evasione fiscale, conseguente alla tracciabilità dei pagamenti, e non semplice spostamento dal contante alla moneta elettronica. Se gli istituti delle carte di credito potranno sicuramente dare indicazioni di maggiore utilizzo, mi pare molto più aleatorio individuare come questo non sia soltanto sostitutivo al contante: vi dovrebbe essere sviluppo del Pil italiano, in questo momento sottoposto ad oscillazioni causate dalla pandemia ed ogni attendibilità sui valori complessivi va ramengo.
Trovo persino discutibile il criterio, si continua a puntare il dito sulla impresa minore e a trascurare come le grandi società di e-commerce operino in stato di franchigia fiscale. Gli italiani che non hanno o non utilizzano (e vi sono validissimi motivi) questi strumenti di pagamento saranno svantaggiati rispetto a chi partecipa al programma cash back, procurando sconto fino a € 300 annui a perfetti sconosciuti. Poichè pare che in questo meccanismo di restituzione rientrino operazioni quale il pagamento del bollo auto piuttosto che il pagamento delle sanzioni -se avvenuti nelle forme previste- mi pare giustificato infamare gli ideatori di questa iniziativa: governo ed altri centri di potere sostenuti da individui da valore personale, professionale ed etico tendente al meno infinito, dove scintillano quello che si definiva “l’avvocato degli italiani”, quello che nel curriculum può vantare la partecipazione al “Grande fratello”, quel ministro degli esteri che viene direttamente dagli spalti dello stadio San Paolo, ora definito (indecorosamente) Maradona. Piuttosto che incentivare lo sviluppo dell’on-line (con i benefici che esso arreca) in periodo in cui la pandemia imperversa, si spinge la gente a uscire di casa ed affollarsi nei negozi di vicinato: scienziati alla rovescio. Piuttosto che incentivare il cittadino -anche semplificando le norme a monte- a richiedere la fattura per le prestazioni poiché detraibili fiscalmente, prevedendo che anche gli incapienti possano beneficiare dalla emissione di fatture (incapienti sono quei contribuenti che non traggono beneficio dalle politiche fiscali perché stanno sotto soglia; attualmente stimata inferiore a € 10.000 annui); si resta sulla linea di pensiero che spinge a ottenere un modesto sconto se non viene richiesta la fattura.
Insomma così tante sono le mie perplessità che a me me pare ‘na stronzata.
Ma se guardo questa iniziativa quale disabile la stronzata diviene doppia, guarnita da sottofondo di razzismo e disinteresse che mi spinge a rendere pan per focaccia: per l’appunto nel momento in cui la fragilità dei disabili deve essere salvaguardata, tenendo conto che un disabile (motorio o non) ha enormi difficoltà ad entrare in esercizi convenzionali spesso inaccessibile, una categoria sociale che non naviga nell’oro viene di fatto esclusa dai benefici di questa scandalosamente vergognosa iniziativa. Siamo compratori on line. Almeno così io la vedo, infatti ho scritto al nostro emerito presidente del consiglio dei ministri chiedendo che a tutta la categoria dei disabili seri o gravi venisse automaticamente elargito il bonus. Mi ha risposto l’ufficio competente alla disabilità nel dipartimento della presidenza del consiglio con queste parole: per quanto a nostra conoscenza l’opzione cashback è prevista solo per acquisti presso negozi fisici perchè l’intento è di scoraggiare l’uso di contante nei pagamenti in negozio e di sostenere gli esercizi commerciali di prossimità, maggiormente penalizzati dalla crisi rispetto alle transazioni online.
A Striscia la notizia utilizzerebbero quel siparietto “ma a me stai a piglià per il culo?”. Scoraggiare l’uso del contante, casomai scoraggia l’abuso di alcol o di altre pratiche dannose alla salute. Sostenere gli esercizi commerciali di prossimità penalizzati dall’on-line? L’unico svantaggiato è il disabile che peraltro non ha ricevuto alcun ristoro nè ha visto aumentare i suoi ridicoli sussidi (per tutti, la pensione di invalidità porta meno di € 300 al mese).
Ma chi ce li mette questi lì, il Gabibbo?