Da Rigutino a Quarata, richieste per garantire il mantenimento dei servizi di assistenza diffusi nel territorio

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Tanti: “Nel 2021 scriviamo insieme il piano regolatore per i servizi socio-sanitari”

Lucia Tanti: “indisponibili a vedere decurtata la presenza di operatori sanitari che danno servizi ai cittadini, ma disponibilissimi a continuare a fare la nostra parte per sostenere il sistema e garantire risposte nelle frazioni”

“Il Cup a Rigutino così come il punto prelievi a Quarata sono due risposte territoriali che non possono essere eliminate in quanto fanno parte di quei servizi di prossimità a cui non si può rinunciare. Se da una parte il Comune di Arezzo non è disponibile a cedere su questo punto, dall’altra siamo ovviamente a disposizione a trovare insieme delle soluzioni là dove ve ne fosse la necessità: è questo il senso di una mia lettera all’azienda sanitaria nella piena consapevolezza delle difficoltà di tutti ma anche della necessità di non abbassare il livello di qualità delle prestazioni per i cittadini.

Il 2020 – prosegue il vicesindaco Lucia Tanti con delega alle politiche sociali e sanitarie – è stato un anno difficile e il 2021 non sarà privo di criticità. Tuttavia dobbiamo trovare una stabilità reciproca che non veda diminuite le opportunità per gli aretini, in particolare nel segmento delle politiche socio-sanitarie segnatamente rivolte alla popolazione più anziana e quindi più fragile. In questi anni il Comune ha fatto la propria parte, da ultimo proprio a Rigutino nei locali della ex scuola: gli interventi sono stati consistenti così da rendere questi spazi più adeguati per essere utilizzati a vantaggio dei cittadini, dando risposte di prossimità attraverso un Cup ‘distaccato’. Oggi però questa rete di risposte diffuse si sta indebolendo e così nel costante colloquio con i cittadini e anche grazie al lavoro dei Consiglieri Comunali – ad esempio Mattia Delfini per Quarata – mi sono stati segnalati crescenti disagi che ho espresso all’azienda.

Resta fermo che questa amministrazione non è disponibile a vedere diminuire il livello dei servizi. Per questo chiederemo alla Asl di definire insieme azioni sempre più diffuse alla luce di un vero e proprio piano regolatore delle azioni socio-sanitarie e ciò anche in vista dell’attivazione della seconda casa della salute al Baldaccio. Sono fiduciosa, anche tenendo conto della ormai evidente centralità dei servizi di prossimità, che tutti insieme si possano trovare soluzioni concrete adeguate”.