Chi dà il timbro di antifascista? Un sassolino che mi dà uggia.

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Sfangata (spero) dal fastidioso covid che mi ha fatto visita a casa, è il momento per me di riflettere su un episodio cittadino accaduto intorno alla metà di agosto: mi riferisco alla querelle sulla candidatura di Flavio Sisi in Ralli sindaco. Ero in un momento ben turbolento perché in procinto di abbracciare una zona ideologica per me innaturale, per una candidatura in opposizione all’esistente sindaco. Non mi piaceva quanto riportato sui media aretini sull’imbarazzo per alcune frasi inneggianti al duce pubblicate dal Sisi forse 10 anni prima: non era il momento di agitare ulteriormente le acque del candidato Ralli che vedevo come unica alternativa percorribile alla 2ª consiliatura Ghinelli. Che in breve giudicavo insufficiente sotto il profilo dei risultati e pesantemente esposta a inciampi giudiziari che sarebbero ricaduti sulla città. Ralli non ha vinto -pur con risultato onorevole- ed il mio contributo è stato risibile. Momento perfetto per riflettere, ma mi mancavano alcuni elementi di conoscenza; solo che adesso sono qui a chiedermi chi sia autorizzato alla sentenza, a concedere patenti di antifascista: chiedevo per un amico, ma poi scopro che l’episodio citato rappresenta plasticamente proprio quel fosso che mi separa dal mondo della sinistra. Con il quale mi sarei confrontato scomodamente in caso di vittoria (l’amministrazione Ghinelli non mi è proprio piaciuta e avrei ingollato il foco per un cambio di rotta) proprio al fine di scardinare dinamiche che allontanano parte consistente della società dalle amministrazioni che si susseguono. Magari non faccio testo, mi sono opposto al 2º mandato a Fanfani come mi sono opposto al Ghinelli bis, amministrazioni che con metodi diversi non hanno portato benefici diffusi alla città che dovevano amministrare.
Ma mi resta quella domanda: chi si erge a giudice di antifascismo perdurante?
Chi viene dalla scia del Pci togliattiano che fece incetta di fascisti nel 1945-46? Argan, Ingrao, Azzariti dicono niente? Per loro ieri epico colpo di spugna, oggi per un bischero (bonariamente, all’aretina) sputi e ostracismo.
La presunta superiorità intellettuale della sinistra che in verità serve a proteggere i caporioni, salvo poi trovarsi senza adeguata presenza istituzionale aretina in Regione Toscana (Ceccarelli e DeRobertis messi da parte insomma).
Chi avrà buttato il sasso in piccionaia: la destra e poi la sinistra ha abboccato?
La sinistra nell’ambito del fuoco amico (faide interne) che ha indebolito Ralli, perchè un tal casino provoca -per me- un harakiri elettorale?
Altri l’avrebbero trattata come una dinamica da ricucire internamente invece di divenire una ferita pubblica. Piuttosto di chiedersi il perchè di quelle parole e valutare i percorsi successivi (del bischero, o superficiale dir si voglia) che mi paiono temi più significativi, si insedi il tribunale del popolo e poi si passi alla fucilazione!
Mi riecheggia in testa l’abbandono dei Tani e Rossi ai fascisti, perchè il Tani era avversario politico temuto e da tutti valutato una spanna sopra la concorrenza locale.
Non chiedersi perchè un giovane scriva cazzate di cui si pentirà., magari per sentirsi accettato in un gruppo o per ignoranza profonda o superficialità o altri modesti stimoli, mi pare un enorme errore di prospettiva politica, di tutela sociale con ricadute negative pel futuro.