Oggi dall’Europa ci dicono che BancaEtruria poteva essere salvata

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10/12/2015 Arezzo, banca Popolare dell' Etruria

La nostra vecchia BancaEtruria subì il definitivo affossamento quando, le competenti Autorità dell’Unione europea, vietarono – per il suo salvataggio – l’uso dei soldi del FITD/Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi; lo vietarono perché considerato un improprio aiuto di Stato.

Segnatamente, lo strano stop all’intervento del FITD – che usa e usava invece solo risorse provenienti dalle banche, quindi fondi privati – arrivò dalla Commissaria UE alla Concorrenza, la danese Margrethe Verstager. E pensare che il Consiglio di Amministrazione del FITD aveva già deliberato il salvataggio della banca aretina e di altre tre banche in crisi!

Prima dell’Etruria, lo stesso divieto venne applicato – e fece scuola – per Banca Tercas, comprata e salvata dalla Banca Popolare di Bari.

Però, nel 2019, il Tribunale europeo contestò la decisione della Verstager, sentenziando che il Fondo avrebbe potuto salvare benissimo le banche italiane in crisi, dato che non si trattava di “aiuti di Stato”.

Oggi, a conferma di quel pronunciamento del Tribunale Ue, arriva anche il parere dell’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia Europea, il quale sostiene che le risorse del FITD non erano risorse pubbliche e che quindi, con esse, si sarebbe potuto salvare Banca Tercas, BancaEtruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara.

Un semplice e amaro pensiero: se BancaEtruria fosse stata legittimamente supportata dal FITD, avremmo visto tutto un altro film – anche per la città di Arezzo – senza “risoluzione” (il 23 novembre di cinque anni fa), senza azzeramenti di obbligazioni, senza denunce ai dipendenti, senza cause in tribunale, e così via.

Tornare indietro non si può, ma pretendere che qualcuno paghi, che qualcuno dall’Italia si faccia sentire in Europa, ci pare il minimo. Sarebbe un parziale risarcimento morale per gli obbligazionisti e per i dipendenti tutti di BancaEtruria, a partire da coloro che hanno subìto e stanno ancora subendo processi.

Fabio Faltoni – FABI Federazione Autonoma Bancari Italiani