Sprofondo rosso: Arezzo 0 – Padova 5

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Qualcuno ha stigmatizzato: “Pronto a veder retrocedere l’Arezzo, ma mai a vedergli fare la squadra materasso”.

Stavolta è un KO senza appello.

Davanti ad una buona squadra definibile tale (il Padova) l’Arezzo si è dimostrato essere poco piu’ di un gruppo di dilettanti allo sbaraglio. I primi responsabili, sia chiaro, non sono gli allenatori, ma coloro che hanno messo insieme questo organico.

Pescando tra giocatori che forse potevano andare piu’ o meno bene in serie D, han pensato che forse sarebbero potuti andare anche in C: che non avrebbe potuto funzionare così, adesso è di una evidenza assoluta.

Portiere da torneo parrocchiale, difesa alla Fantozzi, centrocampo che non sa proporre e attacco inesistente. Questa è l’Arezzo.

In 90 minuti hanno fatto piu’ goal loro che tiri in porta noi.

Un punto in sei partite sono il risultato di una gestione societaria dilettantesca, improvvisata seppur improvvida. Costata molti soldi inutilmente.

Il cambio di allenatore, seppur decisamente necessario, non può bastare a coprire le lacune tecniche: ad Arezzo non serve solo un allenatore bravo, ma uno in grado di fare miracoli. Quando alla fine del primo tempo ho visto Camplone scendere precipitevolmente le scale dello stadio, ho temuto il peggio…

Dopo il secondo goal in 13 minuti, si capiva benissimo dove sarebbe andata a parare la gara di oggi: un autentico calvario.

Alla fine il triplice fischio è stata una liberazione. Camplone è appena arrivato e il suo valore non è in discussione, casomai in discussione potrebbe essere la sua voglia di restare e la sua capacità di fare miracoli!

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