Il governo e il covid 19

0

In Italia viviamo l’epoca del Covid con un governo che non rappresenta gli italiani e questo costituisce un problema ulteriore nel cammino che deve portarci (prima o poi) fuori dalla pandemia.

Se è vero che attualmente il numero dei ricoverati per Covid non è altissimo, lo è anche il fatto che è in aumento costante, così come i decessi. Non siamo certo ai numeri di marzo o aprile scorso, ma ci stiamo attrezzando per tornarci.

In realtà ci siamo per numeri di contagiati, ma si tratta di un dato poco significativo visto che il rapporto tra numero di contagiati ed effettivamente malati è cambiato non di poco.

In un quadro dell’immediato futuro che gli esperti dipingono a tinte fosche (quasi nere) ci sarebbe bisogno di un esecutivo forte che prendesse decisioni forti con l’appoggio della popolazione, ma in questa fase il Governo ha un consenso intorno al 35% ed è davvero poco.

D’altronde è impensabile andare oggi ad elezioni anticipate, visto il tempo che si perderebbe in un momento particolarmente critico e la certezza di una campagna elettorale da battaglia cruenta che proprio non ci servirebbe.

Bisogna quindi rispettare le regole che gli esperti di supporto al governo propongono e che l’esecutivo traduce in pratica (o almeno cerca di farlo), meglio se senza aggravare il quadro con sarcasmi o maledizioni che non servono a nessuno, come la negazione di una realtà chiara.

“Hanno trovato il modo per far fuori gli anziani e comunque non c’è niente, è tutta un’invenzione…” mi sono sentito dire solo stamattina da una signora che ha un’attività commerciale e vota regolarmente, anche se non ha certo le idee chiare. Ecco, di fronte a tanta rabbia e ignoranza si resta senza parole, ma non si deve credere che sia un caso isolato. L’odio contro il Governo e contro il virus porta certi soggetti (In qualche modo sobillati da infami mezzi di comunicazione) a inventarsi di tutto, pur di dare la colpa a tizio e caio.

La raccomandazione contenuta nell’ultimo DPCM, che invita gli italiani a ospitare amici e parenti non conviventi solo se dotati di mascherina, ha ulteriormente esacerbato gli animi. Ma si tratta solo di una raccomandazione e appaiono fuori luogo certe lamentele e certi sarcasmi (diventiamo delatori…) che non hanno ragion d’essere.

I governanti si trovano in realtà fra l’incudine e il martello e cercano di barcamenarsi come possono. Qualsiasi divieto viene visto come una limitazione insopportabile della sacrosanta libertà personale e quelli che incidono di più sulle tasche già vuote di molti di noi sono vissuti come una tragedia.

Eppure la situazione è grave davvero. Tra qualche settimana, se andiamo avanti di questo passo, le terapie intensive di molti ospedali saranno al collasso e i decessi torneranno a numeri che credevamo di avere alle spalle.

Non è giusto fare gli allarmisti, ma prendere atto di una situazione del genere è un dovere, verso noi stessi e soprattutto verso chi ci circonda.