L’Arezzo sprofonda in un tunnel da cui non si vede sbocco

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Siamo appena alla quarta giornata e la classifica è già terribile. Gli Amaranto sprofondano all’ultimo posto insieme alla Fermana

La squadra ha limiti evidenti e l’allenatore ci mette del suo. Ma di esoneri per ora non si parla.

Il direttore sportivo Di Bari ha legato la sua stessa presenza a quella del Mister.

Il direttore generale Fabbro dichiara che il tecnico non è in discussione, ma adesso c’è da affrontare un calendario da brividi: domenica prossima a Carpi, poi di mercoledì col Padova, fuori casa a Macerata col Matelica e al Comunale con la Triestina.

Alla squadra manca un vero attacco ed è completamente allo sbando in difesa. Sono bastati due tiri in porta per farci tre goal (uno su rigore), contro un Verona debole quanto noi.

Se non arriveranno almeno uno o due difensori di valore e un portiere, il tonfo finale è piu’ che probabile.

Il primo goal a metà del primo tempo, quando il bomber Arma, solin soletto si è avvicinato alla nostra porta senza che qualcuno provasse a contrastarlo e mette dentro.

L’Arezzo, annichilita e senza dare prova di gran carattere, è incapace di reagire. Nel secondo tempo si fanno strane prove di formazione, sbilanciata in avanti e poverissima al centro, ma senza alcun costrutto, fino a quando Cipolletta procura un rigore con un fallo evitabile: 0 a 2

Intanto i commenti dei tifosi, assenti (per fortuna) dal comunale iniziano a diventare furibondi. Molti si chiedono che senso ha aver assunto un bollito con un contratto triennale da 80 mila euro, per risparmiare sul costo dell’allenatore, che in certe categorie rappresenta un valore aggiunto fondamentale.

Dopo l’espulsione di Luciani, uno dei pochi a salvarsi, ma evidentemente con i nervi a fior di pelle, l’Arezzo non esiste più e in zona Cesarini gli avversari chiudono con il terzo goal.

Una delle partite piu’ brutte degli ultimi due anni si chiude così, con l’amaro in bocca e la sensazione che il peggio debba ancora arrivare.