Due candidati: uno…

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(Candidato con Ralli)

(Così sarebbe iniziato l’articolo poi mi sono ricordato dell’avido lettore e verboso commentatore che lamenta come io sia un forcaiolo di parte per rappresentazione scorretta ogniqualvolta io parli dell’attuale sindaco di Arezzo; e dire che a me sembrava di averlo ripetutamente spiegato, arrivando persino a dire che preferirei che tutto questo venisse archiviato perché diversamente avrei la conferma che qualcuno si è “arrubato” i miei soldi; a prescindere, ricordo che sinora ha parlato soltanto il pubblico ministero, l’eventuale rinvio a giudizio verrà deciso da altro magistrato, l’eventuale processo -se mai vi sarà- sarà condotto da altro magistrato, che le sentenze possono essere varie; il tutto per ognuno dei personaggi coinvolti nelle indagini su Coingas, Estra e compagnia cantante; lo dico per evitare che mi faccia “na capa tanto” e sperando che non mi auguri peste e corna che peraltro sarebbero l’unico metodo che permetterebbero a lui ad altri fan dell’attuale sindaco di annichilire la mia mente e relativo giudizio perché le frasi riportate dalla stampa -e mai smentite- provenienti dalle intercettazioni dello scudiero di Ghinelli, hanno chiarissimo valore politico e morale, per me obbrobrioso; questo niente lo può candeggiare…)

A me piace molto la dinamica elettorale che prevede il doppio turno. Al 1º turno voto il candidato del cuore, al 2º (o ballottaggio) quello con cui ho maggiori affinità. Trovo sgradevole quando l’elettore si esprime semplicemente per fare sgambetto alla parte politicamente avversa, a prescindere dal valore del candidato.
Questo mi porta alla riflessione sugli apparentamenti; credo poco ai cosiddetti endorsment, molto al richiamo alla sensibilità degli elettori che si sono espressi per candidati ormai fuori dalla competizione. Puntando sugli aspetti positivi della propria proposta molto più che sulla aspettativa che l’indicazione di candidati fuori gioco possa portare elettori.
Ad Arezzo, alla luce del 1º turno e per come si è sviluppata la campagna elettorale, Ralli pare quello colle maggiori potenzialità di pescare nel bacino degli elettori che non si sono espressi per lui. Da non trascurare la debolezza del candidato della destra, quello che ha ricevuto una percentuale di voti persino inferiore alla Ceccardi (che neanche a Cascina vogliono!). Ghinelli lo sa e dovrà impegnarsi per riportare dentro ai seggi coloro che lo hanno votato al 1º turno, senza la spinta di referendum e regionali la nomina è più difficile. Ha un programma piuttosto debole (e dove peseranno, tanto, le promesse non mantenute) ed una alleanza che ha già stabilito i propri rapporti di forza interni, ma..
Ma… appunto. Tutto è possibile, anche vedere Ralli sindaco. Ci sono i presupposti per il ribaltone. Un bivio come dice Ralli, al di là di progetti e promesse elettorali.
Ralli viene da una coalizione gravata di errori, quella che ha dato la stura agli utimi 5 anni. Sa che solo con una forte sterzata può ricostruire il rapporto con l’intera comunità, che già in numero importante si è opposta al rinnovo di Ghinelli.
Io ci riprovo, ritappandomi il naso a causa di una destra che ha, secondo me, tradito la comunità pensando solo a pochi: il turismo è importante, ma cosa c’entrano gli ubriachi? Quando poi la 69° Fotoantiquaria (gestita ora dalla fondazione) finisce -nonostante il comunicato- cacciata fuori dalle logge Vasari dove si è svolta per oltre 30 anni, quale futuro hanno in mente costoro? 35 espositori di oggetti che temono la pioggia sono scappati. Manifattura, artigiani, esercizi di periferia e tanti altri: se non volete altri anni così, sapete cosa fare il 4-5 ottobre. Idem vale per quelli contenti dell’oggi.
Evviva la scelta e la democrazia.