Il canino di Ghinelli e il cavallo di Caligola. Corsi e ricorsi storici?

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(Alessandro Ruzzi)

Nel corso di una imbarazzante ed inginocchiata intervista (segnalatami, ho da mesi rimosso il canale dalla lista della mie preferenze), a opera di una televisione locale che ha fatto da tempo una scelta di campo, si è dato larga risonanza al cane del corrente sindaco.
Mi è venuto in mente un episodio della Roma imperiale raccontato dagli storici: l’imperatore Caligola voleva nominare senatore il proprio cavallo. Da come si mettono le cose ci potrebbe stare che  avremo un cane come assessore. Riconosco però che abbiamo già avuto assessori cani.
Al posto di Svetonio, noto ed illustre storico del passato, noi aretini ci dovremo accontentare di porta microfono locali che già osannano Scenno (o Scennone, non ho capito bene il nome, non italiano alla faccia del “prima gli aretini “) per il quale prevedo un posticino nell’affresco che in Provincia dà rilievo ai principali personaggi della nostra comunità. Neanche Incitatus, il cavallo di Caligola, potrebbe aspirare a tale onore, figurare tra Petrarca e Vasari per esempio. Sempre che questi illustri aretini non vengano cancellati per dare posto all’imperatore ed alla sua amante, i sinonimi fidanzata o convivente o compagna poco si prestano ai declamatori della Roma imperiale. Che poi l’imperatore possa ergersi a nume tutelare di tradizioni e religioni e contemporaneamente fregarsene è cosa nota, perché ovviamente fa un po’ a cazzotti il gesto di regalare presepi alle scuole mentre si vive more uxorio con la donna che non è moglie. Gli imperatori possono prendere per il culo i sudditi, tanto per parte di essi egli è divinità.
L’uomo si pavoneggia, le lunghe dirette lo hanno reso personaggio che ben figurerebbe sui canali più reazionari della televisione italiana.
Mi è venuto in mente un appunto che feci a Ralli in agosto: ma perché hai lasciato tutto questo spazio al tuo concorrente? Luciano mi rispose ovviamente che nei mesi in cui il covid infuriava  lui era stato in ospedale perché i malati vanno avanti a tutto. Niente altro. Sì, questo è il Ralli. Uno che si preoccupa degli altri.
Lo dice anche il suo programma: lavoro e partecipazione paiono concetti vaghi, ma sono ai primi posti.
Volete mettere il “terzo luogo” propagandato da Ghinelli per ospitare public library e parco e orti e serre idroponiche (non chiedete a me) oltre a aree attrezzate gioco bambini (agli imperatori il covid gli fa ‘na sega)? Sì, in città la principale esigenza è veder spendere 35.000.000€ per sistemare una area che non credo comunale. Del resto agli architetti anonimi (da non confondere con alcolisti anonimi) non si può chiedere altro, è un dono. Che peraltro non vorrei andasse a finire come il libello, quello che ci hanno addebitato: pagato e ad oggi una cippa di nulla, gradirei essere rimborsato.
Questa la priorità del candidato Ghinelli, non mettere a posto tante situazioni inguardabili, non preoccuparsi del settore orafo che va a puttane (mi sarebbe piaciuto vederlo all’ultima fiera orafa con la fascia tricolore invece che a fare campagna elettorale: quello avrebbe fatto un vero sindaco), le tante, troppe cose di cui questa città ha un disperato bisogno.
Per questo io voterò Ralli e invito chi non lo ha fatto al 1º turno ad andare ad esprimere la sua preferenza per un candidato, il Ralli, che non li avrebbe soddisfatti come loro candidato del cuore, ma che è esageratamente migliore di quello che abbiamo avuto e sopportato per gli ultimi 5 anni.