Delle preferenze e dello scrutinio. Tante polemiche ai seggi

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Ancor più del solito a questa tornata le polemiche sulle operazioni di voto di scrutinio. Raccogliendo comunicazioni da entrambe le parti risulta evidente una litigiosità più elevata delle precedenti elezioni, dove -al di là della voglia di certe componenti politiche di dare spessore giudiziario agli scazzi- mi pare più corretto puntare il dito sulla preparazione dei componenti del seggio e dei rappresentanti di lista. Naturalmente la necessità di provvedere al numero legale per la formazione dei seggi ha preso il sopravvento sulla qualità degli ufficiali che devono presiedere al operazioni di voto, col risultato che atteggiamenti fuori dalle righe di rappresentanti di lista, evidentemente ancor meno preparati, hanno finito per costituire argomento di scandalo.
Sarebbe opportuno che il ministero preparasse un media esplicativo delle cose che i rappresentanti possono fare o dire oltre che una guida di facile consultazione per presidenti e segretari. Anche le operazioni di spoglio hanno dimostrato (questo risulta dalla insoddisfazione di numerosi candidati consiglieri che non vedono loro attribuite preferenze attese) che gli elettori non sono sufficientemente informati su come esprimere correttamente il proprio voto, specialmente alle elezioni comunali. Mentre alle regionali i candidati vengono riportati sulle schede, alle comunali spetta al lettore indicare la preferenza scrivendola nello spazio relativo alla lista che esprime il candidato consigliere. Capita più spesso  di quanto si pensi che la preferenza venga indicata di fianco ad una lista parente, ma non a quella di appartenenza. Questo può portare all’annullamento della preferenza ed al conferimento del solo voto  al candidato sindaco qualora non si sia anche segnato la lista corretta. Naturalmente in tutto questo influisce un automatismo assolutamente aleatorio, la promessa verbale di conferimento di preferenza. Molti candidati associano la promessa al  voto effettivo. Il tutto viene moltiplicato dalla non sufficientemente chiara indicazione che la doppia preferenza debba essere espressa per candidati di genere diverso. Forse anche la scheda stessa dovrebbe recare informazioni.
Complimenti quindi a tutti i candidati che hanno ricevuto un elevato numero di preferenze, spesso gente che è già passata attraverso altra competizione elettorale e che sa meglio comunicare il metodo pertinente per raccogliere le preferenze.
C’è anche da attendere la ufficialità della verifica del tribunale nella speranza che vengano più correttamente attribuiti i voti di preferenza che in molti casi potrebbero essere stati ignorati pur risultando chiara la volontà dell’elettore.