Vince questa tornata la elettrice di 109 anni in Castello. Ci impartisce una lezione fondamentale.

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Perché la democrazia vive dell’espressione del voto. La signora ce lo ricorda e ce lo dimostra: chapeau!
Complessivamente in Italia ce la siamo cavata benino, direi molto bene nel territorio aretino, un 67% di affluenza in queste condizioni rappresenta un bel viatico per il ritorno all’interesse nella politica da parte degli elettori.
Al referendum vince il sì, ma il no dimostra tutta la sua vitalità.
Alla Regione Toscana la vittoria del candidato della sinistra Giani è stata contendibile solo nella mente di Salvini (ricordate come la sua candidata Ceccardi aveva messo le mani avanti dicendo che sarebbe rimasta eurodeputata in caso di sconfitta), ma è evidente la crescita della destra nel territorio aretino. Fa suoi il capoluogo, la Val di Chiana e la Val Tiberina, assegnando alla concorrente leghista una decina di punti percentuali in più rispetto all’uomo del pd. Partito che vede diminuire i consensi verso le sue teste di serie aretine e che cede un consigliere alla opposizione targata Fratelli d’Italia. Si conferma in Regione un consigliere leghista. Niente da fare per gli aretini in ForzaItalia.
Ma in tutt’Italia si delinea nell’ambito delle elezioni locali la vittoria dei rappresentanti istituzionali in carica laddove la epidemia sia stata meglio controllata, meglio gestita, meno virulenta. Almeno a parole.
Tutti individui che hanno capitalizzato la esposizione mediatica e che sono anche riusciti a “spacciare” la erogazione di sostegni finanziari (in larghissima parte provenienti dal governo centrale) come loro personale provvedimento. Questo naturalmente avviene anche ad Arezzo dove Ghinelli beneficia molto delle dirette in emergenza sanitaria e meno dell’evidente traino della deriva di destra da parte di molti stanchi di una amministrazione di sinistra decisamente al di sotto delle aspettative. È in questo si è dimostrata particolarmente efficace la azione preparatoria ed elettorale di Fratelli di Italia. Tracolla Forza Italia, sfioriscono i movimenti targati Renzi e Calenda. Dati non definitivi, ma molto, molto indicativi sui candidati sindaco per Arezzo.
Ghinelli non sfonda ed è costretto al ballottaggio dal suo sfidante naturale Ralli che raggiunge un 35%. Pur nell’incremento delle preferenze anche Ghinelli, al pari del suo predecessore e delfino capobranco, è costretto alla 2ª manche. Il risultato elettorale del sindaco in carica pare non cogliere il momento positivo dovuto alla concomitanza elettorale, si pensi al 49% registrato in città dalla Ceccardi opposto al 47% di Ghinelli; più attenzione richiede l’analisi delle preferenze di lista e più in generale per quanto possibile l’analisi dei flussi elettorali e sulla attendibilità degli exit poll. Esito certo insoddisfacente il 3,5% del M5S locale. Molto contento si dichiara Donati col suo 9%; idem Butali, ma siamo già sotto il 2%. Risultati più bassi per Farsetti e i due comunisti.
Ralli ha raggiunto così il suo obiettivo iniziale, arrivare alla campagna elettorale obbligatoriamente focalizzata sui due principali concorrenti che riesca a mettere in evidenza i pregi della sua proposta opposti ai risultati -per me principalmente mediatici- della amministrazione Ghinelli e alle problematiche dovute alla indagini giudiziarie sull’attuale sindaco della nostra città unitamente al bel gruppo di suoi sodali. Magari si decidono a farci sapere per chi e cosa richiedono il rinvio a giudizio.
Quindi si può confidare in una illustrazione più estesa dei programmi elettorali dei due concorrenti al ballottaggio. E la ricerca di voti in appoggio.