Aretini: al voto, al voto. Vogliatevi bene, come ce ne ha voluto chi è caduto sotto l’ideale tricolore.

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(Alessandro Ruzzi, candidato nella lista Ralli sindaco)

Siamo giunti alla fine della competizione elettorale, almeno per quanto riguarda il 1º turno. Gli elettori valuteranno a chi affidare l’amministrazione di Arezzo per i prossimi cinque anni, salvo incidenti giudiziari. Tornata elettorale polarizzata su due candidati, gli altri ai margini: saranno Ralli e Ghinelli a giocarsela per la carica di sindaco.
Viva la democrazia.
Io ho fatto la mia scelta di campo, spero nella vittoria di Ralli per contribuire -come mi sarà possibile anche in base al risultato elettorale- a stemperare eventuali eccessi ideologici, ricordare l’importanza della manifattura nell’economia e rivedere partecipate e simili.
La eventuale vittoria di Ghinelli non soltanto vedrebbe proseguire una, per me, pessima attività amministrativa, ma ci esporrebbe alle difficoltà del sempre più probabile rinvio a giudizio di numerosi esponenti della destra cittadina col potenziale commissariamento del nostro Comune in un momento drammatico per la comunità stessa.
I temi del lavoro (tanti settori in difficoltà e trascurati), della partecipazione, della trasparenza sono già di per sé un discrimine fra i 2 competitor. Gli interventi di ristrutturazione sanitaria possono più facilmente essere ottimizzati da chi conosce la macchina sanitaria regionale. Inoltre le difficoltà che la nostra comunità sta incontrando sono più nella umanità di un medico che nei grafici di un ingegnere.
Una amministrazione che guardi a tutta la cittadinanza, non soltanto agli amici.
Un cambiamento in meglio, non quello in peggio risultato dell’uomo del balcone di Piazza grande, ma i balconi non portano bene in Italia.
Il celeberrimo dono (la Treccani correggerà la definizione): Lui si vergognava a spiegare la bestialità, allora ha detto che costa meno di un caffè per ogni -ogni- aretino. A casa mia non è arrivato: non mi ci potrò pulire colla ciofeca da una ventina di centesimi, pagato dalla mia famiglia circa 15 volte il suo valore. Ce li rendessero chi l’ha voluta.
Invito a riflettere sui presunti successi vantati; nascite o spettatori, i numeri veri devono essere schierati coi rossi, danno sempre contro alla corrente amministrazione aretina. Tranne quelli delle dichiarazioni dei redditi. Non voglio pensare troppo su come sia possibile fare il sindaco e contemporaneamente aumentare molto i ricavi professionali.
Elezioni, con nuove e vecchie offese, che immagino destinate anche ai suoi elettori.
Però adesso sottoscritte dal nostro sindaco nel programma: Arezzo, città dei diritti, là dove la disabilità è già una sfida vinta. Sfida vinta? Non grazie al messia Ghinelli, le patologie esistono ancora. Fosse una delle troppe inutili sue ordinanze, le mie gambe e tante altre non l’hanno recepita. Se era una battuta di spirito, per me fa cacare. Forse la disabilità non presenta più ostacoli. Aveva promesso un impegno totale sul tema: se in 5 anni non ha rifatto la rampa d’accesso al chiostro del Comune, figuratevi il resto!
Tanto darà la colpa al Gamurrini. Ma che cappero, non è quello il sindaco: è Ghinelli, non altri. Contraddizioni, forse confusione, spero niente d’invalidante sennò farà conoscenza colle beghe che un disabile incontra in città appena esce di casa. Una umiliazione quotidiana. Indegna. Vergognosa.
Vincerà quello che ha infilato il fiori d’arancio nella cronaca comunale aretina, ma non ha giustificato le oscenità rivolte agli aretini e che disquisirà di location matrimoniali (magari da palazzo Cavallo) o di procedure giudiziarie (magari dalla California)?
Oppure il Ralli con i suoi residui ideologici, ma senza cattive abitudini e frequentazioni?
Io ho fatto la mia scelta, a voi il voto. Spero per Ralli e magari per me.
Noi e voi, cambiamo. E comunque vada sarà un successo. Di democrazia.
E, mi auguro, di partecipazione consapevole.