Sognare, perchè no. Questa è la nostra città!

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(Candidato alle comunali lista Ralli)

La civiltà umana non cresce senza sogni e sognatori. Individui che rendono disponibili al  mondo intero i risultati del loro impegno -spesso negletto-, gruppi o masse che sospingono gli amorfi in direzioni -sbagliate o giuste- da cui poi disastri o conquiste.
Non è facile essere leader, più comodo seguire per sfruttare o rinnegare gli sforzi altrui. Potevo stare a casa invece che candidarmi colla lista Ralli con un pokeristico all-in: puntare tutto col rischio di perdere ogni considerazione raccolta in 10 anni di impegno o, in caso di mano buona, vincere per spiegare alla sinistra cosa pensano molti aretini. E farglielo recepire negli atti che faranno. Faticando, di sicuro. Che culo…
Perchè questa è la mia prospettiva: osservare la mia città divisa e senza futuro o battermi per introdurre nella amministrazione un afflato non ideologico che guardi a tutti senza vedervi nemici. Ora pare ci siano due realtà in lotta, come se non fossero tutte facce della stessa medaglia, aretini di qua e aretini di là. Alla faccia della vuota affermazione “sarò il sindaco di tutti gli aretini” di Ghinelli: vinse col minimo scarto, metà città dimenticata. Non così con Ralli, lo dimostra la mia presenza nella sua lista.
Arezzo è divisa, divisione che l’epidemia ha portato in risalto e su cui la amministrazione uscente, a suon di vuota propaganda, aveva costruito un castello di carte, la mitica capanna di paglia nella storiella dei tre porcellini. Troppi deboli si troverebbero senza un riparo perchè il soffio sarà forte.
Parafrasando, Ralli punta su una capanna di legno, è la visione della sua coalizione. Ci vorrà tempo per fare la capanna di mattoni.
Qualcuno del campo avverso è convinto di una sinistra più interessata ai migranti che ai problemi di molti aretini, io credo che ad Arezzo dobbiamo solo farci ascoltare.
Sì, forse sogno volendo Arezzo capace di concordare le azioni di lungo periodo, pensare ai suoi cittadini, tutelare e rispettare chi bene si comporta, di qualunque colore e nazionalità. Una amministrazione sana, lontana da amici e ideologie, più vicina a tutte le imprese, permette di sognare. Correggendo errori vecchi e recenti. Con calma, visti i tempi e le finanze. Un sogno, ma ci credo.
Inciso, alle regionali voterò Casalini con soddisfazione, senza guardare i simboli.
Mi scusino gli altri candidati a sindaco d’Arezzo se non ne ho parlato, uno lo stimo, un altro lo rispetto, alcuni non li conosco, il resto mancia. Mi pare un confronto epico dove cambiare, con decisione. O soccombere, democraticamente.
Ho detto perchè e su cosa punterei se eletto con “Ralli sindaco”.
Chiudo con il perdurante mal di stomaco causato dal mio attuale sindaco.
Avendo letto i due programmi, per me vince Ralli. Alcuni spunti che condivido con forza, ma anche i ghirigori tipici di certa sinistra. Ne parlerò in futuro, sperando sia quello da implementare. Ma il programma di Ghinelli mi risulta risibile: roba già promessa nel 2015 e non realizzata. Vanta come sue cose vecchie come il cucco, al più ribattezzate. Sembra non sia stato sindaco per cinque anni. Promette soluzioni del rischio idraulico, situazione che non ha cacato con grave nocumento alla città, persone e cose. O progetti mirabolanti, nel deserto. O boutade, come fregiarsi di avere salvato da morte certa il mitico ArezzoFiereCongressi.
E promette altri nuovi incubi, che altro pensare della futura Fondazione istruzione?