Ruzzi col Ralli: mancanza di coerenza? No. Io e lui diversi, ma colla stessa stella polare: legalità.

10

Certo alcuni lettori (anche io, quasi, quando ci ripenso) sono rimasti sorpresi dalla mia scelta di sostenerlo candidandomi nella lista “Ralli sindaco” al Comune di Arezzo.
Alcuni hanno parlato di mancanza di coerenza visto che sono stato oppositore alla giunta Fanfani di cui il Partito democratico era pilastro portante, consigliatura che ha visto Ralli presidente dell’assemblea cittadina: mi contestano quindi di sostenere un politico organico ad un decennio che non ha fatto impazzire tanti aretini.
Sì, è vero, Luciano era lì. E certamente era pappa e ciccia con Fanfani. Quindi membro di quella nomenclatura contro cui tanto ho scritto. Però…
Però dopo è venuto Ghinelli con i suoi 5 anni orribili e siamo tornati a parlare di Arezzo per le magagne dei suoi amministratori in storie già viste, sempre legate ad interessi personali, come 15 anni fa. Sta alla magistratura a decidere, vale presunzione d’innocenza per tutti: ma è parecchio possibile che vengano rinviati a giudizio il sindaco, un assessore, un consigliere comunale di maggioranza, alcuni presidenti e ex di partecipate nominati da questa amministrazione ed altri individui il cui ruolo non è sempre secondario, anzi. Hai detto cotica…
Coerenza è, nei vocabolari, la conformità tra le proprie convinzioni e l’agire pratico.
Vogliamo mettere sullo stesso piano i 10 anni fiacchi col Fanfani, durante i quali non vi è stato un dubbio di malversazione o peculato o interesse privato (scegliete un capo di imputazione fra i tanti cui Ghinelli&Co sono appesi) e le registrazioni del braccio destro dell’ingegnere entrate nelle indagini sulle consulenze da 400.000€ della società partecipata Coingas? Non c’è paragone, anzi non c’è gara, quindi forza Ralli.
Non si può contestare un problema di coerenza quando aleggia diffusa illegalità con i soldi dei cittadini. Pur non fosse reato condannabile dalla magistratura, resta comunque il profilo etico e politico delle affermazioni contenute nei colloqui registrati; lì le offese nei confronti degli aretini volano (i revisori devono fare quello che gli si dice perché ci si sono messi noi -loro- e quindi gli asini devono essere visti volare da tutti). Parole con cui si delinea lo stile amministrativo degno dei peggiori anni della mia gioventù, quando tanti avevano la faccia come il culo ed i puff gonfi d’oro, come svelò “mani pulite”. Inchiesta che non dovrebbe mai terminare, tanta e diffusa l’arroganza rapace di taluni amministratori; ricordo quel Lucherini sfiduciato dai suoi e poi finito processo come quei tre mariuoli. Ghinelli disse che lui non aveva rapporti con quelli; non mi piacque quando nel 2016 venne fuori la storiaccia dell’ambito rifiuti, pareva incerto. Sui fatti recenti non entro, ma certo il giudizio di sindaco confuso lanciata da chi lo ha aiutato a vincere e gli ha fatto da vice per anni (parlo di Gamurrini) è graffiante. Ghinelli è un professionista a chiamarsi fuori, peccato che sia sempre nel centro dell’azione; come 15 anni fa, quasi fosse un povero uomo la cui fiducia era carpita da quei tre. Meglio passare da coglione che da ladro, ma che sindaco sarebbe un siffatto uomo?
O vuole coglionarci tutti? Non me, non altri; forse i suoi elettori.
Insomma, è incoerente volere una sana amministrazione?
Sono forse romantico, ma il tricolore e l’onestà stanno avanti a tutto; poi viene il resto.
Mi pareva fosse chiaro nei miei discorsi. Invito i lettori ad farsi la stessa domanda.
Un lettore mi ha definito “sognatore”. Lo ringrazio.