La sicurezza, prossima ventura Non è detto che il Ruzzi la veda come il Ralli (o viceversa).

0

(collaboratore di Informarezzo e candidato per Ralli sindaco)

Parlando di sicurezza, i più probabili futuri sindaci aretini non potranno dire che la mancanza (o tale percezione) sia colpa degli altri: entrambi riconducibili a partiti di recenti governi che non hanno accontentato sulla maggiore sicurezza ai cittadini. Dinamica che ha dietro anche la questione dell’immigrazione, con le carenze sull’educazione civica e sui servizi sanitari contro le dipendenze e cattive abitudini. Elenco alcuni nodi da risolvere, perchè molti italiani, e io fra loro, non capiscono le norme che i partiti fanno (e poi lasciano). A nulla serve tenere le navi al largo tanto bisogna farle attraccare. Piuttosto, perchè togliere i voucher? Un reddito al nero, illegalità ed abusi. Perchè non si possono invitare i profughi in attesa di documenti a fare qualcosa per la comunità? Idem i redditi di cittadinanza? Per loro e per noi. Perchè chi è in attesa di risposta se delinque resta a piede libero? I braccialetti elettronici basta comprarli.
Sviluppando il tema sicurezza a livello locale è evidente come le promesse della amministrazione uscente non siano state mantenute: risse o lotte per il territorio dello spaccio, retate, reati legati al consumo di droga sono all’ordine del giorno. Certo vedono di prevalenza protagonisti extra comunitari, ma gli italiani non sono secondi a nessuno e la grandissima maggioranza dei consumatori è italiana.
Circa le millemila telecamere che dovevano garantire la sicurezza degli aretini io non lo so: ci sono, funzionano, sono collegate, qualcuno le controlla? E direi anche che -in assenza di leggi nazionali che offrano maggiore tutela anche in seguito di arresti- sono evidenti le mancanze che comunque permettono a certi stronzi di continuare a “operare” indisturbati. Poco vien fatto contro la ubriachezza molesta, il degrado, l’occupazione di beni pubblici: fattori che impediscono di godere di parti significative del nostro territorio cittadino. E trasudano insicurezza.
Mi chiedo se il nostro regolamento locale può combattere l’abuso di alcool. Se non si debba essere più stringenti cogli esercenti. Con quelli che bighellonano bottiglia in mano. Si teme di dar fastidio a certi esercizi? L’ubriaco alla guida è pericoloso, ma lo è anche quello a piedi o colla boccia di vetro in mano. Di qualunque colore sia.
Poi ci si stupisce che gli aretini non frequentano più certe (tante) zone. Al punto di preferire i giardini frequentati da famiglie d’extracomunitari, loro fanno il largo per tenere al sicuro i loro bimbi. Ed i nostri anziani.
Forse occorre mettersi d’accordo coi dominicani per “occupare” il Pionta: fanno casino e musica, giocano colla palla, ma ci vanno colle famiglie ed tengono i balordi lontano.
Un sindaco uscente che non ha risolto i problemi con vigili (uno addirittura ce l’ha contro), sbraitava per avere l’esercito (bella immagine per Arezzo), penserebbe di sanare Pionta e CampoMarte con la caserma in un boutique hotel: così pusher e ‘mbriachi si spostano e siamo punto a capo, ma con 6-8 milioni in meno. Scusate se non lo voto. Il giorno dopo l’inaugurazione ghinelliana del “presidio di questa cippa” in piazza G Monaco, questo alle 12,30 aveva la serranda abbassata: chi vigila cosa?
Idee, alcune già nel programma di Ralli: animare gli spazi pubblici (credo meglio il chiasso che lo spaccio), dare sostanza al vigile di quartiere e a pattugliamenti rapidi,  decentrare talune attività, formare contro delinquenza e dipendenze. Invitare i giovani a fare diga, più senso civico e contributi per iniziative che diano presenza. Puntare i piedi con Sua Eccellenza o chicchessia.
Cambiare ritmo insomma, basta comparsate in tv.