Idee per Ralli. Subito risparmi in Comune, un vantaggio per gli aretini.

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Purtroppo alla insipienza (o troppa furbizia) di certe manovre da parte della giunta uscente si è unita la sventura della pandemia che tante vite ha preso, diffondendo dolore e difficoltà in ogni dove ed anche nella comunità aretina: cattiva fede e sfiga, un mix esplosivo esacerbato da propaganda e settarismo.
L’ultima amministrazione comunale ha operato maneggi che non condivido, purtroppo anche oggetto dell’interesse giudiziario. Altre scelte non mi pare siano state rispettose del consiglio comunale eletto dagli aretini. Chi ha capito quali somme ha destinato la giunta Ghinelli a pochi settori specifici fossero economici o territoriali (spicchi di quartieri)? Perché è facile comprendere l’entusiasmo di chi ha beneficiato di denari raccolti con le tasse di altri aretini.
Questi gli ambiti sui quali pongo la più immediata attenzione:
⦁    le società controllate o partecipate o comunque sostenute con il capitale o con i denari della comunità aretina;
⦁    i settori economici, tutti;
⦁    lo stato delle finanze comunali, l’intercettare denari disponibili dalla Unione europea piuttosto che dal governo centrale o regionale;
⦁    la sicurezza.
In un momento complesso come questo, dopo il lockdown e con la paura della ondata epidemica, la necessità di somme per interventi per covid e per la crisi conseguente risulta lampante mentre contemporaneamente vi sarà la diminuzione delle disponibilità comunali (riduzione da tributi o da sanzioni stradali).

È la 2ª volta in neanche15 anni che questa città si trova ad affrontare momenti di difficoltà contemporaneamente a crisi morali, con amministratori seguiti dai magistrati: nel 2006 la amministrazione Lucherini fu travolta dalle indagini che portarono alla condanna di alcuni consiglieri di destra, quindi la sfiducia col conseguente commissariamento delle istituzioni comunali (che non possiamo permetterci con denari disponibili su bandi EU); poi le elezioni vinte da Fanfani; questi si trovò ad affrontare situazioni scabrose dentro al Comune di Arezzo, pochi mesi dopo l’intera economia mondiale fu sconquassata dalla crisi finanziaria del 2008.
Adesso numerosi esponenti riconducibili alla maggioranza -e Ghinelli stesso- sono in attesa della pronuncia circa il rinvio a giudizio su imputazioni particolarmente indegne per chi opera nella pubblica amministrazione: proprio nelle difficoltà economiche di tanti aretini ci troviamo a temere interessi personali o strani utilizzi di denaro pubblico; tre degli indagati attuali erano assessori della giunta dei moschettieri del mattone, spero proprio non ci siano strascichi giuiziari: così fosse, ricordo come nei telefilm polizieschi americani non si creda alle coincidenze e dovremmo farlo anche noi aretini.
Occorre quindi rivedere l’apparato giuridico con il quale il Comune di Arezzo, gestito dalla amministrazione Ghinelli, ha dato vita a talune iniziative: mi riferisco per esempio alla nuova sede della polizia municipale in una angusta traversa di via Masaccio piuttosto che la costituzione delle fondazioni turismo e cultura.
Bisogna evitare qualunque spesa che non sia indispensabile ed indifferibile, accettando talune piccole complicazioni per il maggior bene comune. Lo dico da disabile in carrozzina: interventi utili per la mia categoria aspettano da anni di vedere la luce, ma aspetterò ancora purchè il Comune risponda ad altre più vitali priorità.
Queste le motivazioni avverso opere o iniziative che bruciano alcuni milioni di euro quando altre sono le priorità.
E poi: non possiamo far spendere alla popolazione aretina di nuovo per i problemi delle fondazioni o delle partecipate. Quindi provare ad aggiustarle cioè a rendere rispettose, trasparenti, efficaci ed efficienti. E modificare i metodi con i quali operano le partecipate (hanno mai chiarito il bisogno di quei 400.000€ di consulenze?). No al raddoppio o triplico o quadruplico di certi costi: magari ogni partecipata ha il suo sistema informatico con cui fa le stesse cose degli altri, oppure ci sono quattro commessi per scambiarsi a vicenda moduli identici.
Basta colla dispersione di risorse degli aretini per il comodo dei partiti. O per levarsi dai coglioni (non parole mie!) alleati ingombranti.