Aisa Impianti dichiara che San Zeno servirà soltanto per le necessità della provincia di Arezzo: peggio mi sento.

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La “rassicurazione” delinea un quadro ambientale addirittura peggiore di quello ipotizzabile  

Premessa

Le mie critiche al progetto, almeno per ora, hanno sempre riguardato solo il termovalorizzatore; ultimamente comincio ad avere dei dubbi anche sulla “Fabbrica di materia”.

Ho sempre affermato che con il raggiungimento livelli di Raccolta Differenziata obiettivo del Piano regionale dei rifiuti, cioè del 70%, non serve avere un tremovalorizzatore da 22,5 MWt e chiedere di termovalorizzare 75.000 tn/anno di rifiuti. Questa convinzione deriva dall’aver modellato il sistema impiantistico del progetto presentato da AISA Impianti in Regione ed averlo attualizzato con dati presi dai documenti di AISA Impianti stessa, da ARRR, da altri documenti tutti pubblici e comunque tutti dati dimostrabili, aggiungendo di mio un’ipotesi di aumento progressivo della RD prudenziale, smentito recentemente (in meglio) da SEI Toscana che prevede di arrivare ne 2024 ad una RD del 67%.

Nella situazione rappresentata dal modello sopra descritto, il fabbisogno di termovalorizzazione è indicativamente quello attuale, cioè 45.600 tn/anno di rifiuti; per fare funzionare il termovalorizzatore alla sua potenza nominale, che è quella ottimale per il suo funzionamento, sarebbe quindi necessario a partire dal 2026, forse anche prima, importare rifiuti da fuori provincia. Va aggiunto che è prevedibile che, nella situazione sopra indicata, i rifiuti avrebbero un potere calorifico significativamente superiore a quello attuale.

L”impegno” di AISA Impianti: “solo rifiuti della provincia di Arezzo”

Questa, che per AISA Impianti vorrebbe essere una rassicurazione, è per me assolutamente terrorizzante, perché significa che il potere calorifico del rifiuto termovalorizzato, dopo che si saranno spesi oltre 45 Ml€ di soldi nostri, sarà rimasto quello attuale, cioè 2.000 KCal/Kg; questo può solo derivare da due ipotesi, una peggiore dell’altra:

1 – non si sono raggiunti gli obiettivi di RD

2 – la qualità della RD è pessima

A questa situazione preferisco quella di importare rifiuti da Firenze, perché se da un punto di vista dell’inquinamento locale non cambierebbe nulla, almeno da un punto di vista ambientale generale la situazione sarebbe migliore.

Conclusioni

Questo progetto, che fa spendere agli utenti della provincia, sulla componente di termovalorizzazione, circa 10 Ml€ più del necessario, è il frutto di una visione della politica dei rifiuti e dello stesso ruolo dell’Amministrazione comunale, che non condivido, perché orientata dall’idea fissa, peraltro anche dell’Amministrazione precedente, che con i rifiuti si possano e si debbano “fare i soldi”. Io ritengo invece che la Pubblica Amministrazione, quella comunale compresa, debba operare per offrire servizi efficaci, efficienti, sostenibili ambientalmente e, se compatibile, portatrici di sviluppo economico per i territori.

Per questo, ritenendo anche che sia impresa impossibile fare cambiare idea a questo Sindaco, auspico che Arezzo venga governata da un atro Sindaco che presenti alla Regione Toscana una revisione del progetto, che sia rispettosa di quanto sopra indicato.

Franco Romagnoli